Appunti di epidemiologia 34
13 Novembre 2020
SITUAZIONE INTERNAZIONALE
La terza ondata
La Serbia e la Corea del Sud sono già in fase di terza ondata di tamponi positivi. Per fortuna la curva dei decessi della seconda ondata è stata nettamente inferiore a quella della prima
La curva blu rappresenta in nuovi positivi al tampone mensili, quella verde i decessi
Per Giappone, Cina e Usa si tratta di un terzo rialzo, perché la curva non è mai scesa a livelli molto bassi oppure i picchi successivi sono stati nettamente inferiore al primo
Anche per l’Iran possiamo parlare di terzo rialzo, anche se si tratta piuttosto di una ascesa discontinua e purtroppo la curva dei decessi rispecchia quella dei contagi. Il tasso di Letalità medio dell’IRAN da Gennaio è 5,52%
In Europa Belgio, Irlanda e Israele hanno esaurito il picco della seconda ondata ed imboccato la discesa
IMMUNITA’ DI GREGGE
Dal rapporto Tamponi eseguiti/positivi possiamo stimare la prevalenza nella popolazione.
Per esempio in Italia siamo intorno al 15%. Probabilmente nell’intera popolazione la prevalenza vera è inferiore se consideriamo le tante persone che escono poco e quindi hanno pochi contatti e poca probabilità di essere sottoposti a tampone
Siamo ancora lontani dall’immunità di gregge
Se penso che questo significa che la maggior parte della popolazione ha avuto contagio e sviluppato immunità giustifico la rilassatezza di questa estate. A parte l’effetto psicologico positivo di sentirsi almeno temporaneamente fuori dal tunnel, se devo prendere il virus preferisco sia in estate, quando sono senz’altro più in forma rispetto all’inverno
Appunti di epidemiologia 33
3 Novembre 2020
LE SCELTE DELLA SVEZIA
NO MASCHERINE OBBLIGAQTORIE
SCUOLE APERTE
DIVIETO DI INGRESSO NEL PAESE PER STRANIERI NON RESIDENTI PROVENIENTI DA Paesi non UE, UK e SVIZZERA
Il divieto non riguarda anche i Paesi di una lista aggiornata settimanalmente in base ai dati epidemiologici
I cittadini USA non possono entrare in Svezia se non per motivi certificati (studio, parenti, lavoro non praticabile da remoto, etcd.)
Tratto da FAQ about COVID-19 dell’Agenzia di salute pubblica svedese
“Closeness, intimacy and sex promote well-being and a general good state of health.”
“We recommend that people aged 70 or over avoid infection by limiting their physical contact with other people. However, it is important that people get to see their nearest and dearest for their own well-being. Older people can meet friends and family, preferably outdoors, if everyone maintains a physical distance. There is much less risk of infection when you are outdoors.”
“Can I decide for myself whether to get vaccinated?
Yes. All vaccinations are voluntary in Sweden, including vaccination against COVID-19. If you are offered a vaccination against COVID-19, you will be able decide for yourself, based on the available knowledge of the disease and the vaccine. You will also be given information about the vaccine before you need to make a decision.”
Sono in vigore restrizioni per assembramenti di più di 50persone
Everyone has a personal responsibility to prevent transmission.
Bar e ristoranti aperti, con solo servizi ai tavoli e incoraggiato il take away
Why are schools and pre-schools not closed in Sweden?
The Public Health Agency does not currently consider it necessary to close all schools in Sweden. There are no scientific evidence indicating that such an intervention would have any significant impact on the pandemic, nor has any major transmission of COVID-19 in schools been reported.
Closing schools and pre-schools would have a negative impact on society. For example, essential workers to the public (e.g. healthcare staff) would need to stay at home with their children. It could also put vulnerable groups, such as grandparents, at risk if they help out with childcare.
School is also a place of safety and stability for many children. Before closing a school, there must be plans made for alternative places where the children should go instead. However, it is of utmost importance that staff and children who have any symptoms of illness stay at home.
The Swedish Parliament has passed a bill (2020:148) allowing temporary closure of schools and pre-schools due to extraordinary events, making it possible for the Government or the head of a school to close schools under particular circumstances. There is also a regulation (2020:115) regarding the provision of education for pupils during a school closure.
https://www.krisinformation.se/en/hazards-and-risks/disasters-and-incidents/2020/official-information-on-the-new-coronavirus
Appunti di epidemiologia 32
30 ottobre 2020
Bisogna considerare anche il numero di tamponi e a chi viene somministrato. Molti paesi, anche il nostro, hanno “giocato” con questi numeri per manipolare un po’ la situazione a proprio vantaggio (per esempio in estate).
Inoltre il costo degli accertamenti diagnostici non è indifferente e in paesi con risorse molto limitate da dedicare alla sanità potrebbe essere insostenibile. I sintomi sono troppo simili ad altre patologie che imperversano in Africa e giustamente non possono attribuire al covid tutti i decessi per malattie respiratorie o febbrili senza riscontri di laboratorio
Considerate che la Tanzania non notifica nuovi casi dal 7 Maggio e per contro la Yemen (che però non è un paese africano in senso stretto ma dirimpettaio) ha notificato a tutt’oggi 600 decessi su 2.065 positivi, con un tasso di Letalità dei oltre il 29% che sarebbe spaventoso se fosse realistico.
A tutt’oggi Il maggior numero di casi notificati li hanno Sud Africa 720 mila con 19 mila decessi, Marocco 208 mila (3.550 decessi) ed Egitto 107 mila e 6 mila decessi.
Tassi di letalità (solo paesi che hanno notificato almeno 10 mila casi), Sudan 6,08%, Egitto 5,82% Algeria 3,41%
DAL SITO FACEBOOK https://www.facebook.com/pillolediottimismo/posts/191724999234646
Cina: l’epidemia è sotto controllo. Ma come ci sono riusciti?
Di Ugo Bardi, docente presso il Dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze (1)
💊💊💊 Dai dati che arrivano dalla Cina, sembra che le cose stiano andando decisamente bene con l’epidemia di COVID. In Cina, così come in tutta l’Asia orientale, la mortalità è stata molto più bassa che in Europa e non si riferiscono decessi ormai da Marzo. Ci sono ancora molte cose da chiarire sulla gestione cinese dell’epidemia, ma la Cina ci può insegnare che è possibile bloccare l’espansione del virus senza bisogno di fare danni all’economia. 💊💊💊
Vi ricordate di quando a Gennaio i Cinesi (o quelli che sembravano Cinesi) venivano insultati per la strada da gente che credeva che fossero degli appestati? Le cose sono cambiate un bel po’ e oggi sono i Cinesi a credere che siamo noi italiani gli appestati.
In Cina, non risultano decessi da COVID-19 da circa metà Marzo. In quanto a casi positivi, dopo quella data ci sono stati solo occasionali “focolai” di poche decine di casi, quasi tutti di importazione (2). L’economia cinese è ripartita e adesso funziona a pieno regime.
Da quello che si legge sui media internazionali e da quello che mi dicono i colleghi che vivono e lavorano in Cina, al momento il paese è completamente aperto. Tutte le attività commerciali e industriali sono in funzione. I negozi e i ristoranti sono aperti e non ci sono restrizioni ai viaggi interni. Portare mascherine è opzionale. Dalle foto che arrivano dalla Cina, vedi per esempio quella che vi passo qui, (del “China National Day” del 1 Ottobre), si vede che la gente non fa molto caso agli “assembramenti” di persone senza mascherine.
Va detto anche che non è che in Cina abbiano “abbassato la guardia.” Sicuramente stanno ancora attenti a molte cose e il governo interviene energicamente appena viene fuori qualche piccolo focolaio. Per esempio, le autorità della città di Qingdao hanno trovato recentemente un focolaio. Secondo quello che si è letto sui media internazionali (quindi da prendere, come si suol dire, “con le molle”, per non dire di peggio) pare che sia correlato a una partita di merluzzo congelato di importazione sul quale qualcuno avrebbe osservato dei virus ancora interi. Vero oppure no, difficile dire, ma in ogni caso il governo locale si è impegnato a testare per il COVID tutti i 9 milioni di abitanti della città! (3). Ma, nel complesso, è chiaro che in Cina e altrove in Asia l’epidemia è sotto controllo senza bisogno di lockdown.
Non solo l’epidemia sembra sparita in Cina, ma ha anche fatto pochissimi danni. Il totale delle vittime è circa 4600 su quasi un miliardo e mezzo di persone. Ovvero 3 decessi per milione contro i quasi 600 dell’Italia. Anche se consideriamo soltanto le regioni geografiche dove il virus ha colpito più duramente, troviamo che la provincia di Hubei ha avuto circa 20 volte meno decessi della Lombardia. (4)
Come è possibile una cosa del genere? Si legge spesso sui social e sui media che la Cina ci avrebbe imbrogliato e che starebbe continuando ad imbrogliarci. Si legge a volte che, dato che la Cina è una dittatura, se ne dovrebbe dedurre che tutto quello che ci dice il governo cinese non può essere che falso — incluso il fatto che l’epidemia non c’è più. Può darsi che le cose stiano così?
Va detto che spesso i governi non si fanno troppi scrupoli a imbrogliare la gente. Abbiamo visto in un post precedente come almeno un paese europeo, la Bielorussia, potrebbe aver parzialmente falsificato i dati sull’epidemia (5). Per quanto riguarda la Cina, ci sono casi precedenti di dati falsificati. Per esempio, un’analisi dei dati sulla pesca che arrivavano dalla Cina negli anni 1990 ha indicato evidenti falsificazioni per nascondere l’esaurimento degli stock (6),(7)). Ma un’epidemia è una faccenda ben più grave e più estesa di un imbroglio in uno specifico settore commerciale. Sarebbe molto difficile anche per il governo cinese nasconderla se ce ne fosse una in corso.
Certo, tutto è possibile, ma se vogliamo credere che i cinesi ci raccontino balle sull’epidemia dobbiamo in qualche modo portare qualche evidenza in proposito. Rimanendo sull’esempio dei dati sulla pesca, una delle ragioni che ha portato a sospettare della validità dei dati cinesi erano le anomalie che si notavano confrontando con i dati di altre regioni simili. Possiamo trovare qualche anomalia del genere per la pandemia?
Sembra proprio di no: i dati cinesi sulla diffusione del COVID-19 sono confrontabili con i dati di altri paesi asiatici vicini che, in generale, hanno avuto mortalità minima o inesistente. Per esempio, Taiwan ha fatto anche meglio della Cina continentale con un totale di 7 decessi su 23 milioni di abitanti (meno di un decesso per milione). Altri paesi hanno fatto un po’ peggio, ma sono comunque rimasti su livelli molto bassi di mortalità. Singapore riferisce 5 decessi per milione, Hong-Kong 13. Anche il vicino Giappone ha subito solo 13 decessi per milione. Poi, sia la Mongolia che Macao riferiscono addirittura zero decessi. Certo, uno potrebbe dire che la Mongolia non conta perché è un paese di cammellieri che vivono in tende in mezzo al deserto, ma ovviamente non è così. La capitale, Ulan Bator, è una metropoli con oltre un milione di abitanti. Macao, poi, è una città di 700.000 abitanti ad altissima densità di popolazione, forse la più alta al mondo. E l’epidemia è passata sia da Ulan Bator come da Macao senza lasciare nemmeno una vittima! È quanto meno poco credibile che tutti questi governi si siano messi d’accordo per nascondere al resto del mondo un’epidemia in corso.
Ma perché in Asia le cose vanno tanto meglio che da noi? Forse i cinesi hanno usato misure di contenimento particolarmente efficaci? Per certi versi, il lockdown cinese di quest’anno può essere stato più drastico di quello occidentale, ma non è durato più a lungo che da noi. Non è nemmeno possibile dire che sia stato più tempestivo se, come dicono gli stessi cinesi, il virus già circolava a dicembre. Il lockdown è stato istituito a Wuhan soltanto il 23 Gennaio e alcuni giorni dopo per tutta la provincia di Hubei.
A proposito del “distanziamento sociale,” sappiamo tutti che in Asia si tende a evitare il contatto fisico fra le persone. Ma è anche vero che se vi è mai capitato di prendere la metro in una città orientale (per esempio a Tokyo (8)) vi sarete fatti un’idea molto specifica del significato dell’espressione “strizzati come le sardine”. Se non avete avuto questa esperienza, vi passo il link a un video impressionante della metropolitana di Beijin (9). Le metropoli orientali sono estremamente affollate e in certe condizioni è semplicemente impossibile evitare il contatto fisico.
Può darsi allora che il trucco sia stato nel “contact tracing”? In effetti, da quello che si legge si potrebbe pensare che i paesi asiatici siano stati più aggressivi di noi nel tracciamento e l’isolamento delle persone che sono state in contatto con persone colpite dal virus (10). Questa è una spiegazione interessante, ma non è che in Europa il tracciamento non sia stato fatto. Forse non lo abbiamo fatto abbastanza bene? E’ possibile, ma non abbiamo confronti quantitativi che ci possano dire se questa è la spiegazione di tutta la faccenda.
C’è anche un altra possibile interpretazione che non ha a che vedere con quello che i governi hanno fatto o non fatto. Può darsi che i Cinesi siano stati esposti al virus per più tempo di noi occidentali e quindi si siano avvicinati prima all’ “immunità di gregge.” Probabilmente avete sentito parlare di Li Wenliang, il medico cinese che aveva notato per primo dei casi di polmonite anomala a dicembre e che poi è morto lui stesso per aver contratto l’infezione. Inizialmente, non fu creduto, ma oggi è considerato un eroe in Cina. Li aveva cominciato a lanciare l’allarme verso la fine di Dicembre del 2019, ma nulla ci vieta di pensare che il virus esistesse già da tempo in Cina, forse anche in forme leggermente diverse da quella che poi ha colpito l’Europa. Soltanto, le persone colpite venivano diagnosticate come normali casi di polmonite.
E’ possibile che la popolazione cinese fosse stata stata esposta al virus già molto prima della dichiarazione dell’emergenza? C’è un dato che ci potrebbe dare una forte indicazione in proposito: la mortalità in eccesso. Se l’epidemia esisteva già a Novembre-Dicembre del 2019, o anche prima, dovremmo vedere una mortalità anomala rispetto alla media per quel periodo.
Ottima idea, ma con un problema: i dati sulla mortalità aggiuntiva in Cina non si trovano in nessun posto sul Web. Attenzione: questo non vuol dire che il governo cinese ci nasconda qualcosa. Quasi nessun governo al mondo diffonde questi dati in una forma facilmente accessibile per chi non conosce la lingua locale. L’Europa è un’eccezione con un database sull’eccesso di mortalità chiamato “Euromomo” gestito da un network che fa capo all’OMS, ma non c’è niente del genere per l’Asia Orientale. Quindi, per il momento l’idea di un inizio anticipato dell’epidemia rimane un’ipotesi.
Ci sono altri fattori che potremmo metterci a esaminare ma questo virus ci ha abituato al fatto che le previsioni e le interpretazioni si rivelino sempre sbagliate. Anche in un recente articolo su Nature (11), gli autori hanno detto francamente che “non siamo ancora in grado di fornire una spiegazione generalizzate per le differenze di mortalità quantitative osservate fra i vari paesi”. Così, dobbiamo contentarci di dire che l’epidemia ha fatto danni molto meno gravi in Asia che da noi per qualche ragione che, al momento, non possiamo identificare con certezza.
Ma rimaniamo su quello che sappiamo, ovvero che al momento le cose in Cina vanno decisamente bene. Dal caso cinese possiamo perlomeno capire che non siamo di fronte a un nemico invincibile. E’ possibile batterlo senza dover necessariamente distruggere l’economia con dei lockdown prolungati e generalizzati. In Cina, infatti, il lockdown “duro” ha interessato soltanto una provincia di 60 milioni di abitanti, grande come l’Italia, ma niente in confronto al miliardo e 400 milioni di abitanti di tutta la Cina. Certamente, da noi siamo in un momento molto difficile, ma non è impossibile superarlo e non c’è ragione di pensare che dovremo continuare a vivere nel terrore nei secoli a venire.
L’autore ringrazia Chandran Nair per i suoi commenti sulla situazione in Cina.
- https://ugobardihomepage.blogspot.com/…/ugo-bardis…
- http://www.nhc.gov.cn/…/2fbce5a9836d4b09a89a0d85a2e05ac…
- https://www.globaltimes.cn/content/1203836.shtml
- https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=176464484012617&id=111172767208456
- https://ugobardi.blogspot.com/…/pandemia-e-possibile…
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11734851/
- http://www.fao.org/3/Y3354M/Y3354M00.htm
- https://www.youtube.com/watch?v=E7kor5nHtZQ
- https://www.youtube.com/watch?v=9ulY7N3dZ9k
- https://www.bloomberg.com/…/these-elite-contact-tracers…
- https://www.nature.com/articles/s41591-020-1112-0
Immagine da https://news.cgtn.com/…/Wuhan-celebrates…/index.html
Appunti di epidemiologia 31
29 ottobre 2020
GAVIRIA E I SEGRETI DEL COVID
Fernando Gaviria ciclista professionista top level trovato positivo al PCR swab test (tampone)due volte nel giro di 6 mesi potrebbe essere il soggetto ideale per valutare il comportamento del sistema immune contro il virus Sars Cov2
Come atleta solo nell’ultimo anno tra controlli pre-gara e controlli antidoping si sarà sottoposto ad un minimo di 10 tamponi e altrettanti prelievi di campioni di sangue. Questi ultimi sono sicuramente conservati nei laboratori affiliati alla WADA, agenzia internazionale anti doping
Speriamo che il mondo scientifico-sportivo utilizzi opportunamente questi dati
Un articolo di due medici USA spiega molto bene tutto quello che si finora compreso del comportamento del sistema immune i presenza del virus Sars Cov2
David S. Stephens, MD1; M. Juliana McElrath, MD, PhD2 “COVID-19 and the Path to Immunity”
Appunti di epidemiologia 30
24 ottobre 2020
NOTE METODOLOGICHE
I dati presentati sono aggregazioni elaborate personalmente sui dati pubblicati dall’OMS
Quasi tutti i Paesi notificano quotidianamente all’OMS il numero dei nuovi casi e nuovi decessi e il numero cumulativo di casi e decessi
Sono 17 i paesi che ad oggi non hanno notificato alcun caso, i più popolosi dei quali sono Corea del Nord e Turkmenistan.
La Tanzania ha notificato gli ultimi 29 casi il 7 Maggio
Il problema per tutti i Paesi è quello di aggregare i dati provenienti da provincie e regioni interne, spesso in ritardo. Infatti l’Istituto Superiore di sanità italiano elabora solo i dati “stabilizzati”, generalmente aspettando una settimana.
Alcuni Paesi notificano i dati ogni settimana (Nicaragua e alcuni Paesi Africani), altri, come l’Italia aggiungono le notifiche in ritardo ai dati giornalieri.
Molti Paesi, per motivi vari, alcuni giorni (molto spesso di Lunedì) non notificano e pubblicano dati aggregati qualche giorno dopo. E’ successo spesso alla Spagna, Svezia e Norvegia
In molti paesi casi e decessi sono sottoposti a revisione retrospettiva e quindi talora notificano dati di revisione che spesso sono molto diversi dai dati medi del periodo. Il Messico per esempio il 10 Ottobre ha notificato altre 30 mila casi e 3 mila decessi (contro una media 4 mila casi e 400 decessi al giorno)
Alcuni paesi, come Belgio e Israele hanno deciso invece di notificare i dati in loro possesso e aggiornarli variando retrospettivamente i dati.
Per esempio vediamo i dati del Belgio riferiti al 15 Ottobre come risultavano dal database OMS nei giorni successivi
| Report’s date | Date_reported | new_cases | Cumulative_cases | New_deaths | Cumulative_deaths |
| 15-ott | 15/10/2020 | 35 | 181418 | 5 | 10278 |
| 16-ott | 15/10/2020 | 1686 | 191780 | 35 | 10318 |
| 17-ott | 15/10/2020 | 6878 | 200609 | 41 | 10324 |
| 18-ott | 15/10/2020 | 9579 | 204964 | 42 | 10326 |
| 19-ott | 15/10/2020 | 8216 | 214881 | 34 | 10360 |
| 20-ott | |||||
| 21-ott | |||||
| 22-ott | 15/10/2020 | 11789 | 208187 | 41 | 10325 |
| 23-ott | 15/10/2020 | 12138 | 208673 | 41 | 10325 |
Quindi considerare i dati giornalieri può dare luogo a molti equivoci.
E’ più opportuno utilizzare per le statistiche dati aggregati settimanali o meglio quindicinali
L’analisi dei picchi ha permesso di notare che il picco dei decessi segue di 15 giorni circa il picco dei nuovi casi, anzi negli ultimi mesi questo gap sta diventando di 3 settimane circa
I tassi di Letalità decessi/positivi stanno diminuendo pressoché ovunque, come è evidente paragonando i tassi medi dal 1 Gennaio con i tassi di settembre
| Date_reported | Country | Cumulative_cases | Cumulative_deaths | Let media dal 1 gennaio | Let Sept |
| 23/10/2020 | Italy | 465.726 | 36.968 | 7,94% | 0,89% |
| 23/10/2020 | UK | 810.471 | 44.347 | 5,47% | 0,51% |
| 23/10/2020 | Sweden | 108.969 | 5.930 | 5,44% | 0,54% |
| 23/10/2020 | Belgium | 270.038 | 10.588 | 3,92% | 0,34% |
| 23/10/2020 | France | 968.729 | 33.928 | 3,50% | 0,46% |
| 23/10/2020 | Spain | 1.026.281 | 34.521 | 3,36% | 0,88% |
| 23/10/2020 | Germany | 403.291 | 9.954 | 2,47% | 0,41% |
| 23/10/2020 | Russia | 1.480.646 | 25.525 | 1,72% | 1,96% |
| 23/10/2020 | Iran | 550.757 | 31.650 | 5,75% | 5,65% |
| 23/10/2020 | China | 91.621 | 4.746 | 5,18% | 2,58% |
| 23/10/2020 | Brazil | 5.298.772 | 155.403 | 2,93% | 2,40% |
| 23/10/2020 | USA | 8.248.149 | 220.563 | 2,67% | 1,88% |
| 23/10/2020 | South Africa | 710.515 | 18.843 | 2,65% | 5,55% |
| 23/10/2020 | India | 7.761.312 | 117.306 | 1,51% | 1,27% |
Appunti di epidemiologia 29
21 ottobre 2020
