Appunti di Epidemiologia

Un Studio brasiliano su donatori di sangue

(Sabino at al. COVID-19 herd immunity in the Brazilian Amazon, medRxiv preprint doi: https://doi.org/10.1101/2020.09.16.20194787)

ha calcolato un prevalenza del 66% in Manaus e Amazzonia, uno delle regioni più colpite dal virus.

In corrispondenza del picco epidemico la siero prevalenza era del 52%. Finora la prevalenza necessaria per attivare la herd immunity nel caso del COVID era stata stimata intorno al 60% (ma alcuni studi stimavano efficace già al 20-43% insieme ad altre misure sociali)

8% di ospedalizzati, 15% di medio sintomatici e 25% degli asintomatici non sviluppano anticorpi misurabili

vita media anticorpo IgG anti N 106 giorni

La letalità è stimata tra 0,17% e 0,72% a seconda dell’età media della popolazione (Manaus e San Paolo)

Il tasso di prevalenza calcolato con prelievo di goccia di sangue dal dito (come  nello studio spagnolo) risultava meno della metà di quello calcolato con prelievo di campione di sangue venoso

 

 

https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.09.16.20194787v1.full.pdf

 

Uno studio  del Karolinska Institutet di Stoccolma  condotto su convalescenti, contatti e asintomatici, afferma che l’esposizione a virus SARS-CoV-2 attiva sia i linfociti B, produttori di anticorpi, sia i  linfociti T (in particolare CD38) capaci di una risposta neutralizzante che di una memoria immunitaria probabilmente duratura.

Infatti in studi su SARS-CoV-1 si era già notata la scomparsi di molti degli anticorpi generati dall’infezione e la persistenza per molti anni dei linfociti T specifici (natural exposure or infection may prevent recurrent episodes of severe COVID-19).

Durante tutto il periodo di osservazione dello studio, nessuno ha sviluppato una ricaduta di COVID 19

 

L’esposizione ad altri coronavirus sembra attivare linfociti T (cross-reactive T cell responses against spike or membrane) efficaci anche sul COVID.

 

https://www.cell.com/cell/fulltext/S0092-8674(20)31008-4

 

SITUAZIONE

Per la prima volta dall’inizio della pandemia la Svezia (che inizialmente non ha imposto il lockdown puntando sulla immunità di gregge) negli ultimi 15 giorni ha un tasso di letalità inferiore agli altri paesi scandinavi e che si affacciano sul Mar Baltico (con l’eccezione della Danimarca e dei 2 paesi con popolazione inferiore ai 5 milioni di abitanti, Estonia e Lettonia), mentre la Prevalenza dei nuovi casi  è inferiore solo alla Danimarca e alla Russia

 

nuovi casi 19.9-2.10 nuovi decessi 19.9-2.10 Tasso letalità 19.9-2.10 Prevalenza 19.9-2.10
Estonia                  672                  1 0,15% 0,051%
Denmark              7.003                16 0,23% 0,121%
Latvia                  374                  1 0,27% 0,014%
Sweden              5.889                21 0,36% 0,059%
Finland              1.304                  5 0,38% 0,024%
Lithuania              1.280                  5 0,39% 0,023%
Germania            26.622             130 0,49% 0,032%
Norway              1.528                  8 0,52% 0,028%
Polonia            16.910             290 1,71% 0,045%
 RussianFederation          103.457          1.882 1,82% 0,071%

 

 

 

Definizione seconda ondata: quando il nuovo picco ha raggiunto ameno il 50% del picco precedente dopo essere sceso dell’80% minimo

AMERICA: Cuba e Canada seconda ondata

Iran terzo rialzo(dal 31 marzo picco di 20mila positivi settimanali, sceso a 7 mila la prima settimana di Maggio, poi risalito a 18mila la prima settimana di luglio, risceso a 13 mila ad inizio settembre e la settimana scorsa risalito a 24 mila)

Fine seconda ondata: Corea, Cina, Giappone, Australia, Serbia.In questi paesi il numero di positivi è sceso nettamente dopo il secondo picco.

In 3 di questi il Tasso di letalità Nuovi decessi/nuovi casi calcolato su base bisettimanale  è peggiorato

COUNTRY 1 Pick CASES 1 Pick DEATHS 1 Pick FR 2 Pick CASES 2 Pick DEATHS 2 Pick FR
Australia         4.537 23.3-5.4 43 30.3-12.4 0,95%         6.748 27.7-9.8 263 24.8-6.9 3,90%
Iran(IslamicRepublicof)      36.588 23.3-5.4 1918 23.3-5.4 5,24%      35.904 25.5-7.6 3003 20.7-2.8 8,36%
Serbia         4.399 13.4-26.4 77 13.4-26.4 1,75%         5.384 20.7-2.8 121 20.7-2.8 2,25%
Republic of Korea         6.532 24.2-8.3 77 16.3-29.3 1,18%         4.381 17-30.8 49 7-20.9 1,12%
Japan         6.434 13.4-26.4 331 20.4-3.5 5,14%      18.025  3-16.8 181 24.8-6.9 1,00%
China      54.173 3-16.2 1633 10-23.2 3,01%         2.365 20.7-2.8 36 3-16.8 1,52%

 

 3 PICK Cases 3 pick DEATHS 3 pick FR
Iran      47.895 19.9-2.10         2.572 5,37%

 

 

 

 

Appunti di epidemiologia 24

 

BUONE NOTIZIE DALL’ISLANDA

Uno studio islandese pubblicato sul New England Journal of Medicine  mostra che:

Usando test multipli che ricercano vari tipi di antigene*

1) non ci sono risultati crociati con altri virus SARS (nessun campione preso prima del 2017 è risultato positive ad entrambi I test pan-Ig)

2) Quando si usano I 2 test pan-Ig combinati, le IgG rimangono ancora elevate dopo 4 mesi**

3) più del 90% delle persone con tampone (qPCR) positivo e ricovero risultano positivi anche ai test sierologici (1107 su 1215). La sensibilità dei 2 pan-Ig tests combinati è stata calcolata del 91,1%

4) Raramente la sieronegatività iniziale (dopo 25 giorni dal tampone positivo) si positivizza (3 su 22) e ancor più raramente un sieropositivo si negativizza (1 su 487), almeno nei primi 4 mesi

**

5) In Islanda la siero-prevalenza in persone in quarantena senza tampone era del 2,3%.

Il calcolo della siero prevalenza nei contatti domiciliari era del 26,6%

Il tasso di prevalenza in persone senza contatti a rischio era inferiore all1%

Il 30% delle infezioni avveniva in asintomatici non testati e non in quarantena (apparentemente senza contatti a rischio)

5) il tasso di letalità ella popolazione generale è stato calcolato dello 0,3%, mentre negli ultra 70enni era 4,4%

6) nei fumatori, nelle donne e in chi aveva usato antiinfiammatori i livelli di anticorpi era più basso. In anziani, ospedalizzati, plurisintomatici e obesi erano più alti

7) il livello di anticorpi, almeno in Islanda non sembra influenzato dalla probabilità (molto bassa) di esposizioni multiple al virus

 

(https://www.nejm.org/doi/pdf/10.1056/NEJMoa2026116?articleTools=true  oppure https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2026116)

* (pan-immunoglobulin (pan-Ig: IgM, IgG, and IgA) antibodies against the nucleoprotein (N) (Roche); pan-Ig antibodies against the receptor binding domain (RBD) in the S1 subunit of the spike protein (pan-Ig anti–S1-RBD) (Wantai); IgM and IgG antibodies against N (IgM anti-N and IgG anti-N) (EDI/Eagle); and IgG and IgA against the S1 subunit of the spike protein (IgG anti-S1 and IgA anti-S1) (Euroimmun).

**antibody levels were higher in the last sample than in the first sample when the antibodies were measured with the two pan-Ig assays, slightly lower than in the first sample when measured with IgG anti-N and IgG anti-S1 assays, and substantially lower than in the first sample when measured with IgM anti-N and IgA anti-S1 assays. Antibody levels measured with both pan-Ig antibody assays increased over the first 2 months after qPCR diagnosis and remained at a plateau over the next 2 months of the study. IgM anti-N antibody levels increased rapidly soon after diagnosis and then fell rapidly and were generally not detected after 2 months. IgA anti-S1 antibodies decreased 1 month after diagnosis and remained detectable thereafter. IgG anti-N and anti-S1 antibody levels increased during the first 6 weeks after diagnosis and then decreased slightly.

 

 

 

 

QUADRO DELLA SITUAZIONE

10 Settembre  2020

¼ dei Paesi ha un peggioramento della letalità-10

Soprattutto paesi dell’emisfero australe, che si avviano alla fine della stagione invernale (S. Africa, Australia, Namibia), paesi caraibici, stagione dei tifoni (Suriname, Dominica, Haiti) e paesi dell’Oceano Indiano, stagione dei monsoni (Bangladesh) + Russia, Egitto, Arabia Saudita, Marocco)

In paesi europei (Grecia, Spagna, Francia), in Giappone e in India i tassi di letalità sono nettamente migliorati nonostante il notevole aumento dei positivi

Italia due settimane fa 8.700 nuovi positivi (erano 4.700 la settimana precedente) e 61 decessi la settimana successiva(erano 43). Numeri simili li troviamo nella seconda settimana di Maggio (8.950 mila casi tra il 4 e il 10 Maggio e 1370 decessi la settimana successiva).

Il picco è stato raggiunto a fine Marzo con 38.900 casi in una settimana seguiti da  5.339 decessi la settimana successiva

Notevole la diminuzione dei nuovi positivi in USA e Brasile,  Paesi che fino alla settimana scorsa contavano il maggior numero dei casi ( 1/3 di tutti i casi mondiali) e che si avviano a dimezzare il numero di casi settimanali rispetto alla prima settimana di Agosto

Situazioni all’opposto per Ungheria ed Egitto che a parità di decessi, hanno notificato notevoli diminuzione(Egitto) o aumento (Ungheria) del numero di nuovi positivi con notevoli ed opposte ripercussioni sui tassi  di letalità (HUN da 13 a 0,3 ed EGY da 5 a 11): E’ evidente che è cambiata la quantità e la selettività dei tamponi effettuati

 

 

 

 

 

Appunti di epidemiologia 23

QUADRO DELLA SITUAZIONE

28 Agosto 2020

 

I media continuano il gioco inutile e stucchevole degli aggiornamenti quotidiani sui nuovi positivi (PCR+), alimentando questo tremendo clima italiano di xenofobia e razzismo da cui non vedo l’ora di uscire (se la maggior parte dei tamponi viene presa in posti di arrivo come frontiere, porti e aeroporti, sarà difficile che la maggior parte dei nuovi positivi non provenga da “altrove”).

D’altronde il fatto che i dati epidemiologici di Febbraio-Marzo siano stati secretati dal governo fino a Luglio fa capire bene la possibile strumentalizzazione politica dei dati. Motivi di ordine pubblico forse giustificavano un ritardo di qualche giorno, non mesi. Siamo considerati incapaci di capire le situazioni ed agire di conseguenza. La conseguenza di questo atteggiamento della politica è che poi non ci fidiamo di quello che ci dicono e lo scetticismo è figlio della scelta di promuovere solo verità condizionate, non del disamore verso la scienza

La ricerca per fortuna va avanti. Esaminiamo alcuni aspetti aspetti:

  1. Antigeni, anticorpi
  2. Linfociti
  3. Indebolimento del virus
  4. Reinfezioni
  5. Vaccini efficacia e sicurezza

1) Uno studio dell’Università dell’Arizona afferma che dei 3 anticorpi ricercati nella maggior parte dei test sierologici, uno tende a decadere nel giro di poche settimane, mentre gli altri 2 sembrano più stabili e persistenti e mantengono le loro proprietà neutralizzanti del virus.

(T.J Rippeler et al. dell’Unversità dell’Arizona Detection, prevalence, and duration of humoral responses to SARS-CoV-2 under conditions of limited population exposure rintracciabile come abstract su https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32817969/   e come full text su https://www.medrxiv.org/content/medrxiv/early/2020/08/16/2020.08.14.20174490.full.pdf

NB: è un preprint, quindi non è stato ancora revisionato da una commissione di esperti, ma ammesso alla pubblicazione per l’i portanza della scoperta

Questo potrebbe spiegare le incongruenze tra i vari studi di siero prevalenza (esempio ISTAT, EUSTAT e MELEAM) e fornire una nuova luce sull’immunità di gregge e sulla durata dell’immunità, nonché sull’efficacia dei vaccini

https://www.istat.it/it/files//2020/08/ReportPrimiRisultatiIndagineSiero.pdf

https://www.ecdc.europa.eu/en/covid-19/latest-evidence/immune-responses

https://meleamspa.com/)

 

2) Lo studio realizzato dal Center for Infectious Disease and Vaccine Research di La Jolla, in California, ha evidenziato la presenza di linfociti T capaci di rispondere in modo specifico al coronavirus anche in persone che non hanno mai contratto l’infezione.

La ricerca è stata condotta con i colleghi australiani della School of Medicine della Carolina del Nord e della Murdoch University di Perth.

Lo studio è stato realizzato attraverso l’analisi di campioni di sangue risalenti al periodo compreso tra marzo 2015 e marzo 2018, cioè su persone che sicuramente non hanno contratto il virus Sars-Cov-2. P

https://www.notizie.it/salute-benessere/2020/03/21/coronavirus-nuove-scoperte/

 

A supporto di questa tesi, alcuni ricercatori dell’Università di San Diego si sono spinti ad analizzare vecchi campioni di sangue scoprendo che nel 40-60 per cento di quei campioni si potevano trovare cellule T capaci di riconoscere Sars-CoV-2.

https://www.notizie.it/salute-benessere/2020/08/23/asintomatici-coronavirus-preesistente/

Questo fenomeno può avere più interpretazioni: che il virus era presente ben prima del dicembre 2019; che condivide alcuni antigeni con altri virus e di conseguenza qualcuno può risultare già immune al virus pur senza aver avuto alcun contatto

 

3) Il Coronavirus sta subendo in questi ultimi mesi una mutazione genetica e sta cambiando progressivamente la sua natura. A questo proposito ne parla in modo esaustivo il dott. Davide Zella che ha coordinato il team statunitense in questa epocale scoperta: “Questa delezione potrebbe influenzare la struttura della regione terminale della proteina, importante per la regolazione della replicazione virale e per l’effetto negativo sull’espressione genica dell’ospite”.

https://www.notizie.it/salute-benessere/2020/08/23/coronavirus-nuova-mutazione-genetica/

 

4) RIATTIVAZIONE

Un equipe dell’Ospedale Cotugno di Napoli documenta un caso di riattivazione del virus in un paziente sintomatico.

C’erano altre segnalazioni di riattivazione del virus, riportate in bibliografia nell’articolo e si sta cercando di capire se ci sono fattori predittivi di riattivazione, ma il numero di persone interessate al fenomeno è veramente troppo piccolo.

Uno dei motivi sotto indagine è la terapia antivirale, somministrata a tutti i pazienti. Ne caso italiano si nota anche che le IgM e l’Interleuchina erano aumentate rispetto alle precedenti dimissioni, le IgG invece no. Altro elemento interessante è che nel caso italiano si è avuta riattivazione 27 giorni dopo il primo tampone negativo, mentre in uno studio cinese che aveva individuato ben 5 pazienti riattivatisi , questo intervallo andava da 4 a 17 giorni

Antonietta Coppola et al. Late Reactivation of SARS-CoV-2: A Case Report

https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fmed.2020.00531/full

 

5) Vaccini efficacia e sicurezza

Un vaccino deve essere efficace e sicuro

per essere efficace si deve individuare un antigene che stimoli una risposta immunitaria in grado di bloccarne gli effetti tossici dell’antigene stesso o dei suoi vettori.

Spesso il vaccino ha bisogno di più dosi per stimolare adeguatamente la memoria immunitaria. La durata della copertura vaccinale dipende da quanto rapidamente il numero (titolo) di anticorpi e linfociti necessari per neutralizzare antigeni e vettori decada nell’organismo

Uno dei problemi con il coronavirus è che uno o più degli anticorpi scoperti sembrano rimanere in circolo solo pochi mesi.

Il problema della sicurezza dipende dal tipo di antigene che farò da vaccino e dai procedimenti industriali necessari alla produzione

Il candidato ideale per diventare antigene vaccinale dovrebbe essere completamente innocuo. In realtà spesso scatena una risposta dell’organismo in genere rapida, di breve durata e facilmente riferibile ala vaccinazione (cosiddetti effetti acuti come febbre ed eruzione cutanea facilmente verificabile in fase di sperimentazione). Nella storia della medicina non sempre è andata così ed alcuni vaccini, soprattutto volti a combattere Microorganismi, si sono rivelati alla lunga più tossici della malattia “selvaggia” (alcuni vaccini antipolio, anti epatite B e anti morbillo) oltre ai dubbi su effetti collaterali anche gravissimi insorti dopo somministrazione di alcuni lotti di comuni vaccini. Probabilmente il sistema di sorveglianza non sorveglia efficacemente e questo lo abbiamo notato anche, nel caso italiano, sulla mancata/ritardata allerta per aumento di polmoniti gravi nell’inverno 2019

Il grande problema sono gli effetti tossici cronici, di cui sono stati spesso incolpati i contaminanti derivanti dalla produzione industriale (es. mercurio o Sali di metalli pesanti). Riscontrandosi a mesi se non anni di distanza, diventa difficile stabilire un rapporto causale con il vaccino e questo ha dato luogo ad infinite polemiche nell’ambito scientifico e non.

Se consideriamo gli interessi economici in gioco e le responsabilità sociali della scelta vaccinarsi/non vaccinarsi (se io mi proteggo, proteggo anche te, se mi espongo espongo anche te) si capisce che la polemica non avrà mai fine

 

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE

Nei Paesi dell’Emisfero Australe, dove la stagione invernale sta per finire, la riduzione del numero di positivi e dei deceduti diventa significativa. E’ il caso di Sud Africa, Australia e dei paesi del Sud America

In Europa continua la seconda ondata sempre in più paesi, mentre alcuni sembrano cominciare già a porsi nella seconda fase discendente(è il caso della Serbia e del Lussemburgo). Anche in Giappone e Australia sembra cominciata questa fase, così come in Cina dove però il secondo picco è stato nettamente inferiore la primo (1500 casi la prima settimana di Agosto mentre erano stati 25.000 a metà Febbraio poi scesi a 37 a metà Maggio) . La Corea del Sud invece è in piena seconda ondata con oltre 2.000 casi a settimana (il massimo era stato 3.400 ai primi di Marzo poi scesi a 65 ai primi di Maggio)

Sembra esaurito il picco in molti paesi del continente americano e del pacifico occidentale (Usa e Brasile alla quarta settimana di dati in calo)

L’ Iran è l’unico tra i paesi più popolosi a non aver presentato fluttuazioni significative nel numero di casi settimanali notificati egli ultimi 3 mesi (15-18 mila). Per fortuna i tassi di letalità sono in miglioramento, dopo aver raggiunto un picco di oltre il 9% a fine Luglio

India, Colombia, Philippines, Iraq, Indonesia, Ethiopia, continuano ad essere in costante crescita dei positivi ma con diminuzione dei tassi di Letalità, mentre per Argentina, Bolivia, Morocco, Ukraine, i tassi di letaltà sono in lieve aumento

Italia

La scorsa settimana 4.700 nuovi positivi e 76 decessi la settimana successiva. Non una vera seconda ondata ma numeri simili li troviamo a fine Maggio (4.600 mila casi e 605 decessi la settimana successiva, da allora erano stati sempre meno di 4mila) e a metà Marzo (4.800 casi e 1207 decessi la settimana successiva). Il picco è stato raggiunto a fine Marzo con 38.900 casi in una settimana seguiti da 5.339 decessi la settimana successiva

 

 

 

 

Appunti di epidemiologia 22

STUDI DI SIERO PREVALENZA

19 Agosto 2020

 

Finalmente pubblicati i risultati preliminari studio epidemiologico siero-prevalenza ISTAT-Croce Rossa su 64.660 persone

1 milione 482 mila sieropositivi 2,5% popolazione italiana (Bergamo 24%) (25 maggio-15 Luglio). Il 27,3% ha dichiarato di essere asintomatico. Su 100 persone che hanno presentato il sintomo di perdita del gusto il 27,5% è risultato positivo; analogamente su 100 persone che hanno presentato il sintomo di perdita dell’olfatto è risultato positivo il 25.4%.

La rilevanza statistica del campione è stata considerata la priorità da seguire, che però ha generato alcune criticità

CRITICITA’

  • Manca il confronto nella stessa popolazione per capire le fluttuazioni dell’anticorpo, come invece hanno fatto gli spagnoli scoprendo che oltre il 7% di positivi si negativizza nell’arco di un solo mese, prevalentemente tra gli asintomatici e gli anosmici/ ageusici.
  • Non è chiaro se i campion siano stati presi tramite puntura del dito (test rapido) o prelievo di sangue. Gli spagnoli hanno finora presentato solo i risultati provenienti da test rapido
  • Manca verifica efficacia dei test (Sensibilità, Specificità); In fase di presentazione dello studio era stato stabilito lo standard minimo d sensibilità e specificità richiesto

  • kit CLIA e/o ELISA per la rilevazione di IgG specifiche/anticorpi neutralizzanti per SARS-CoV-2;

 validati, da laboratori qualificati o agenzie regolatorie presenti a livello nazionale o internazionale;

 con specificità non inferiore al 95%;

 con sensibilità non inferiore al 90%;

 capacità di applicazione su larga scala;

 rapidità di produrre il risultato dell’indagine.

 

Con decreto del Commissario Straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID–19, del 25 aprile 2020, la fornitura è stata aggiudicata all’ operatore economico Abbott.”,

Questi parametri non sono stati verificati nè validati.

Ricordo che nello studio spagnolo la sensibilità è passata dal 97% dichiarato all’82,1% verificato (test rapido IgG)

  • troppo lungo il periodo di osservazione (52 giorni: dal 25 maggio al 15 Luglio in Italia il numero dei positivi è passato da

25 Maggio                          15 Luglio                              3 agosto

Italy                                      Italy                                      Italy

totale positivi    229.327                                243.344                                248.070

differenza                                          15.017 (+6,5%)                 18.743 (+8,2%)

totale decessi   32.735                                  34.984                                  35.154

differenza                                          2.249 (+6,9%)                    2.419 (+7,4%)

considerando che è stato il periodo di maggiore remissione dei nuovi positivi e dei decessi. Due mesi prima in 52 giorni il numero dei positivi e dei decessi era triplicato emopatie gravi e neoplasie maligne

Secondo quanto riporta l’Ansa lo studio era previsto in due fasi temporali

“ripartirà domani, 30 giugno, […] L’indagine epidemiologica sul territorio regionale è stata avviata lo scorso 26 maggio e si è conclusa il 12 giugno”.

I dati sono però stati presentati aggregati, senza nessun confronto fra di loro. Speriamo che il paragone tra i dati delle prime 2 settimane con le seconde sia evidenziato con i risultati definitivi

 

https://www.istat.it/it/files//2020/08/ReportPrimiRisultatiIndagineSiero.pdf

https://www.ecdc.europa.eu/en/covid-19/latest-evidence/immune-responses

https://meleamspa.com/

INDAGINE MELEAM (MEdicina Lavoro e AMbiente, SpA)

FEBBRARIO-APRILE 2020. Pubblicato in Maggio 2020

solo lavoratori. solo autodichiaratisi in buona salute. No sanitari ed altri lavoratori con prevenzione di livello maggiore, quali personale sanitario e forze dell’ordine. Presenti: HIV postivi, anemia mediterranea, vegani, vaccinati influenza. Età 18-60 anni

Esclusi: cardiopatici in terapia; affetti da patologie autoimmuni, neoplasie maligne, gravidanza (per evitare interferenze chimico-biochimiche con i risultati del test)

RISULTATI

Oltre il 30% del popolo è (sarebbe meglio dire la popolazione esaminata, cioè lavoratori attivi, tra i 18 e i 60 anni, asintomatici) è entrata in contatto con il virus sviluppando gli anticorpi

Il sars-cov2 come tutti i coronavirus è condizionato in maniera determinante dal clima. In laboratorio aumentando di pochi gradi centigradi la temperatura dei terreni e quindi portando in proiezione all’intervallo 25/30 gradi, circa il 53% dei ceppi non sopravvive ed il restante dimostra un’attività circa 12 volte inferiore.

Quindi in estate presenterà una “attività” molto limitata con scarsissima aggressività, ma siccome riesce a sopravvivere, probabilmente riapparirà con lo scendere delle temperature; Essendo sensibile al clima, il Sars-cov2 si manifesterà sempre in maniera più incisiva nelle zone più fredde d’Italia. Quindi anche ad uguale “concentrazione”, la patogenicità del virus sarà sempre maggiore al nord, rispetto al sud Italia/Europa; Il sars-cov2 si è spostato verso il sud già da fine 2019 e ad inizio 2020 era già presente (risultato evidenziato dall’incidenza delle IGG tra i positivi). Concentrazioni inferiori e minore capacità aggressiva per via del clima, hanno reso la maggior parte delle infezioni, soprattutto le prime, quasi asintomatiche;

quasi il 90% degli infetti non ha manifestato nessuno dei sintomi riconducibili al sars-cov2, primo tra tutti l’aumento della temperatura corporea.

la mortalità diretta da COVID19 non è superiore all’2%. Se non si considera la fascia d’età superiore a 55 anni, l’incidenza scende al di sotto dell’1%;

Le donne presentano ovunque, tranne rarissimi casi, un’incidenza inferiore della capacità del sars-cov2 di infettare. È quindi evidente che presentano un ostacolo più arduo per il virus proprio nella fase iniziale dell’infezione (dove sono fondamentali i recettori cellulari), più che nella manifestazione clinica;

Le fasce di età più giovani, almeno fino ai 30 anni, presentano un’incidenza di positività agli anticorpi più che doppia rispetto alle fasce più anziane, che invece sono quelle che quasi unicamente manifestano i sintomi.

La percentuale di positivi tra i soggetti fumatori è leggermente più alta (+3%),

I dati negano una maggiore esposizione al virus dei soggetti vaccinati.

Nessuna differenza di rilievo si è riscontrata tra i soggetti con diverse abitudini alimentari, tranne una leggera maggiore incidenza negli onnivori.

I beta talassemici sottoposti a test sono risultati, tranne 5, tutti negativi. Questo confermerebbe che l’alterazione/occupazione delle catene beta (effetto dell’idrossiclorochina) è una validissima profilassi per il covid19; molto più efficace che come terapia in fase avanzata.

Abbiamo riscontrato valori discordanti rispetto alla media nazionale. Su un campione di 422 persone abbiamo:

 una positività molto elevata rispetto alla media (49% contro il 34%);

 una incidenza elevatissima di IgM (81% rispetto al 75%).

In termini tecnici si può ipotizzare un rallentamento della manifestazione di IgG e quindi un ritardo nella definizione dell’immunità.

totale 4 step      esaminati 7.038                                2.365 pos            34% (IgG 1.779, 75,2%)

primo step p.12                               3 feb-3 Apr         fino a 50 anni     no febbre, leggera sindrome influenzale             esaminati 1.731     668         38%

secondo step p. 25         4-10 Aprile          fino a 60 anni     anche asintomatici         esaminati 1.597                pos 486                                30,5%

terzo step           p. 36      11-17 Aprile       idem     1.977     640         32%

quarto step        p.46       18-24 Aprile       idem     1.733     pos 571                                33%

COMMENTO

sebbene non abbia il rigore metodologico dello studio ISTAT, questo studio offre un quadro interessante sulla popolazione esaminata (solo 18-60anni, lavoratori attivi con ameno 24 ore di lavoro settimanale, anche se non dettagliato se in smart o sul luogo di lavoro abituale, in buona salute), soprattutto ci dice che il contatto con il virus è molto maggiore di quello presentato dall’ISTAT, perlomeno nella popolazione che non si è reclusa in casa e che il contatto con il virus è avvenuto nei primissimi giorni dell’anno se non nel 2019

 

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE

 

Sono 840 mila i nuovi casi notificati dall’India nelle ultime 2 settimane con 12.600 decessi

Tutti i tassi di letalità indiani decessi/ positivi al tampone sono inferiori al 2%

seguono USA, Brasile, Colombia, Perù e Argentina, mentre il Sud Africa ha quasi dimezzato i suoi

La Russia si avvia a raggiungere il milione di positivi, mentre sono 29 ormai i paesi che ne contano più di 100 mila

Sono 14 i paesi con più di 10 mila decessi, con USA, Brasile, Messico e UK che insieme assommano quasi il 50% dei decessi totali

SECONDA ONDATA

Dopo Spagna, Francia Olanda mostrano i segnali di seconda ondata

Danimarca, (1.700 casi nelle ultime 2 settimane, letalità -7 inferiore all’1%, picco ai primi di Aprile 3.880 casi scesi a 340 la prima quindicina di Luglio, la letalità media dall’inizio della pandemia 3,9%

Korea (2.000 casi nelle ultime 2 settimane, letalità -7 inferiore all’1%, picco ai primi di Marzo 4.426 casi scesi a 146 nei 15 giorni a cavallo tra Aprile e Maggio, la letalità media dall’inizio della pandemia 1,9%

 

Cuba (700 casi nelle ultime 2 settimane, letalità -7 inferiore all’1%, picco a metà Aprile 717 casi scesi a 60 nei 15 giorni a cavallo tra Giugno e Luglio, la letalità media dall’inizio della pandemia 2,5%

 

L’Italia ha notificato 3.565 casi e 187 decessi tra il 14 e l’20 Agosto con letalità ( let-7 6,4%, letalità media dall’inizio della pandemia 14 %

 

 

 

 

AUMENTO POSITIVI

GRECIA 3,4 volte rispetto ai 15 giorni precedenti (10-16 AGO vs 27 LUG-2 AGO) Korea 3,3; Norvegia 3,1; CUBA, FRANCIA, DANIMARCA, UNGHERIA, POLONIA, OLANDA, IRLANDA, GERMANIA tutte più di 2 volte Italia 1,69 (DA 1.968 A 3.335)

Diventa sempre più evidente che il numero di positivi notificato dipende dal numero e dalla qualità dei tamponi effettuati.

L’Italia mostra un’evidente anomalo basso numero di nuovi positivi rispetto a tutti gli altri paesi della fascia mediterranea (Ita 5.600 vs Spagna 39 mila; Francia 26 mila; Turchia 16 mila; Israele 14 mila¸ Germania 14 mila; Algeria 7 mila; Palestina 6 mila; Grecia 2.330 ma con una popolazione pari a 1/6 di quella italiana)

Alcuni paesi presentano tassi di letalità altissimi, dovuti probabilmente alla scelta di prelevare tampone solo nei casi gravi o plurisintomatici (es. Yemen con tassi di letalità costantemente superiori al 25%, Afghanistan passato al 18,24% dal 5,4% della settimana precedente, Egitto al 15% dal 5,8%

Altri paesi sembrano mostrare un picco di positivi non appena l’OMS ha stabilito di inviare loro aiuti economici e attrezzature

Tanzania, Anguilla, Vaticano, non notificano nuovi casi da più di 100 giorni

 

 

 

 

 

Appunti di epidemiologia 21

 

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE

12 Agosto 2020

 

Highlights

 

Nell’ultima settimana l’India è il paese che ha notificato il maggior numero di positivi al tampone (413mila casi tra il 5 e l’11 Agosto 2020 con una media di quasi 60 mila casi al giorno): seguono USA, Brasile, Colombia, Perù, Sud Africa e Argentina

Tutti i tassi di letalità indiani decessi/ positivi al tampone sono inferiori al 2%

In costante aumento la Colombia(+ 70 mila casi /settimana con tassi di letalità inferiori al 4%) che, con i suoi più di 400 mila casi, si avvia a diventare il terzo paese americano per numero di positivi

Argentina (+ 45.000 casi/ settimana con tassi di letalità inferiori al 3%). Ha superato l’Italia per numero di positivi (260 mila contro 250 mila) ma vanta un numero di decessi nettamente inferiore (5 mila vs 35 mila)

Apparentemente iniziata la seconda ondata in Spagna (30 mila casi nelle ultime 2 settimane, però con letalità 0,04%. La letalità-7, cioè decessi di una settimana prima/ positivi della settimana in corso è dello 0,03%, la letalità media dall’inizio della pandemia 8,7%

Francia, 18 mila casi nelle ultime 2 settimane, però con letalità 0,36% ( let-7 0,51%, letalità media dall’inizio della pandemia 15,6%

Olanda, 6 mila casi nelle ultime 2 settimane con popolazione pari a meno di 1/3 di quella francese), però con letalità 0,46% ( let-7 0,75%, letalità media dall’inizio della pandemia 10,2 %

L’Italia ha notificato 2.596 casi e 43 decessi tra il 5 e l’11 Agosto 1,66 con letalità 1,66% ( let-7 2,21%, letalità media dall’inizio della pandemia 14 %

 

AUMENTO POSITIVI

CUBA 2,72 VOLTE RISPETTO SETTIMANA PRECEDENTE, NORVEGIA 2,45, GRECIA 1,98 GERMANIA 1,43 volte FRANCIA (DA 5,400 A 10.900) 1,42 VOLTE, Italia 1,34(DA 1.943 A 2.596)

AUMENTO letalita’ -7

Corea 6 volte (da 0,3 a 1,8%) , Sud Africa(da 1,7% a 3,5%) e Israele 2 volte, Australia 1,47 (da 1,9 a 2.7%)

Italia da 3,3 a 2,2%)

 

 

 

Finalmente pubblicati risultati preliminari studio epidemiologico siero-prevalenza ISTAT-Croce Rossa su 64.660 persone

1 milione 482 mila sieropositivi 2,5% popolazione italiana (Bergamo 24%) (25 maggio-15 Luglio)

manca il confronto nella stessa popolazione per capire le fluttuazioni, strano uso del sintomo anosmia; manca verifica efficacia dei test (sensibilità, Specificità); troppo lungo il periodo di osservazione (52 giorni: dal 25 maggio al 15 Luglio in Italia il numero dei positivi è passato da

25 Maggio                          15 Luglio                              3 agosto

Italy                                      Italy                                      Italy

totale positivi    229.327                                243.344                                248.070

differenza                                          15.017 (+6,5%)                 18.743 (+8,2%)

totale decessi   32.735                                  34.984                                  35.154

differenza                                          2.249 (+6,9%)                    2.419 (+7,4%)

considerando che è stato il periodo di maggiore remissione dei nuovi positivi e dei decessi. Due mesi prima in 52 giorni il numero dei positivi e dei decessi era triplicato

https://www.istat.it/it/files//2020/08/ReportPrimiRisultatiIndagineSiero.pdf

https://www.ecdc.europa.eu/en/covid-19/latest-evidence/immune-responses

https://meleamspa.com/

 

“Sieroprevalenza più alta per chi ha avuto contatti con persone con SARS-CoV-2

I risultati confermano che l’aver avuto contatti con persone affette dal virus aumenta la probabilità che si siano sviluppati anticorpi. In tale circostanza la prevalenza sale, infatti, al 16,4%. In Lombardia si arriva persino al 24%.

I valori più alti corrispondono ai casi in cui i contatti hanno riguardato i familiari conviventi. Chi ha avuto contatto con un familiare convivente infettato da SARS-CoV-2 ha sviluppato anticorpi nel 41,7% dei casi; la prevalenza si abbassa al 15,9% se il familiare non risulta convivente, restando tuttavia largamente superiore al valore medio che contraddistingue l’intera popolazione (2,5%).”

 

 

 

 

 

 

Appunti di epidemiologia 20

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE

4 Agosto 2020

 

SECONDA ONDATA

Sono 12 i paesi in cui è ormai evidente una seconda ondata di positivi al tampone

Era prevedibile, anche se la si aspettava in Ottobre, così come è prevedibile che avvenga a breve anche in Italia

Su questo sito era stata segnalata risalita di vari paesi, a cominciare dall’Iran, già più di un mese fa

Comunque almeno 8 di questi registrano tutti i tassi di Letalità risultano più bassi rispetto ad 1 mese prima, in particolare Giappone e Israele che non avevano mai avuto così tanti positivi in una settimana, hanno più che dimezzato  i tassi (Giappone da 2,1% a 0,3%, Israele da 1,5% a 0,4%).

Preoccupa invece la situazione di Australia ed Iran i cui tassi di letalità -7 sono raddoppiati

Let-7 è la proporzione tra i positivi di una settimana e i deceduti della settimana successiva

 

 

A prima vista i paesi che avevano subito tassi di letalità devastanti alla prima ondata, ora vedono la letalità tornare a livelli “normali”.

Viceversa per quelli con un tasso alla prima ondata più basso della media. Comunque, tranne l’Iran, sono tutti al di sotto del 3%.

Pariamo ovviamente di tassi decessi/ positivi al tampone ufficialmente notificati. Consderando la prevalenza vera, stimabile con i pochi studi fin qui gratuitamente pubblicati, tutti i tassi di letalità sembrano assestarsi sotto l’1%

 

2 paesi con più di 2 milioni di positivi al tampone (USA, Brasile, l’India ci arriverà a breve)

altri 16 paesi con più di 200 mila

Altri 6 con più di 100 mila

 

12 paesi con più di 10 mila decessi

per 41 paesi la let-15 (decessi/positivi di 15 giorni prima)è peggiorata rispetto al mese precedente

per 170 è migliorata, per 4 è simile

per 48 paesi la let-10 (decessi/positivi di 1o giorni prima) è peggiorata rispetto al mese precedente

per 163 è migliorata, per 4 è simile

 

a livello globale il tasso di letalità Positivi/ decessi è scesa al 3,8% (30 giorni prima era 4,7%)

In Europa è 6,2% (7,1%), nel continente americano 3,7% (4,5%)

 

in 10 Paesi la letalità è più alta del 10%. Gli europei sono Francia, UK, Italia, Belgio, Ungheria, Olanda. I non europei sono Messico, Yemen a due isolette caraibiche, ma su queste ultime 3 ci sono molti dubbi di credibilità

in altri 25 Paesi la letalità è più alta del 5%

 

 

 

 

 

Appunti di epidemiologia 19

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE

23 Luglio 2020

 

Seasonal influenza represents a year-round disease burden. Every year, there are an estimated 1 billion cases, of which 3 to 5 million are severe cases, with 290 000 to 650 000 influenza-related respiratory deaths worldwide.

https://www.who.int/news-room/feature-stories/detail/8-things-to-know-about-pandemic-influenza

A fine Luglio, dopo 6 mesi di PanMedia il covid19 raggiungerà le performance medie dell’influenza stagionale

Infatti i positivi al test sono ad oggi 23 Luglio circa 15 milioni, ma lo studio spagnolo ci dice che circa il 5% della popolazione è sieropositivo e che in 6 mesi quasi il 50% si siero negativizza (test rapido), quindi possiamo stimare che il 10% della popolazione mondiale sia stato contagiato, quindi circa 800 milioni

I decessi ad oggi sono oltre 610 mila

 

Molti paesi (133 su 218) stanno vivendo un aumento dei casi di positività se confrontiamo i dati di Luglio (stimati) e di Giugno

Per 62 di questi l’aumento dei casi si accompagna a diminuzione del numero di decessi/mese

 

NUOVI CASI LUG NUOVI CASI GIU NUOVI CASI LUG/ GIU NUOVI DECESSI LUG NUOVI DECESSI GIU NUOVI DECESSI LUG/ GIU
Japan          10.864            1.742                    6,2                                24                                81                    0,3
Switzerland 2.939 807 3,6 13 25 0,5
Spain 24.270 9.370 2,6 110 -697 -0,2
USA 1.786.569 821.558 2,2 20.057 24.636 0,8
France 13.501 8.494 1,6 457 1.013 0,5
Italy 6.082 7.772 0,78 464 1.404 0,3

 

 

 

In altri l’aumento dei nuovi casi si accompagna con aumento di nuovi decessi (78 su 133).

 

NUOVI CASI LUG NUOVI CASI GIU NUOVI CASI LUG/ GIU NUOVI DECESSI LUG NUOVI DECESSI GIU NUOVI DECESSI LUG/ GIU
South Africa 334.707 113.297 3,0 4.000 1.886 2,1
India 882.197 384.697 2,3 16.682 11.729 1,4
Indonesia 49.004 29.319 1,7 2.135 1.232 1,7
Mexico 186.767 132.225 1,4 18.089 17.233 1,0
Brazil 1.091.345 878.977 1,2 31.702 29.744 1,1

 

Per alcuni paesi con notevole aumento dei casi, il numero di decessi, pur in aumento, è talmente piccolo da non essere statisticamente utilizzabile

 

Australia 6.568 582 11,3 31 1 31,0
Israel 40.231 6.818 5,9 141 35 4,0
Luxembourg 2.070 240 8,6 1 1,4
China 1.408 657 2,1 10 3 3,3
South Korea 1.520 1.332 1,1 21 12 1,8

 

Per Ricciardi se non interviene la polizia “rischiamo di fare la fine di Catalogna e Israele”.

Io ci metterei la firma per avere 40 mila casi in un mese con soli 141 decessi

Per qualcuno evidentemente non è chiaro che, a meno di usare mezzi incompatibili con una società civile e con una qualità di vita decente, il CONTAGIO non si può arrestare, quindi bisogna puntare sull’indebolimento del virus, sull’immunità di gregge, sulla reazione immunitaria e sulla PROTEZIONE DELLE PERSONE VULNERABILI.

Il Miliardo appena approvato dal Parlamento per le missioni militari sarebbe meglio speso per potenziare l’ASSISTENZA DOMICILIARE

 

 

 

 

18 Luglio 2020

Sulla polemica Cerrone-Tigelli su facebook

Intanto mi rammarico che si siano alzati inutilmente i toni, tanto nessuno sa come andrà a finire e nessuno sa la verità o meglio chi la sa si guarda bene dal rivelarla

Riassumo i fatti accertati:

1) dopo 6 mesi di pandemia il numero di morti non supera quello dell’ultima epidemia di influenza stagionale, stimato in almeno 600 mila

2) Il virus è molto probabilmente antropico, visto il numero di laboratori nel mondo che manipolano DNA o RNA virali per vari scopi

3 La campagna mediatica che ha accompagnato il virus ha cambiato il nostro modo di vivere per sempre, forse più ancora di quanto fece l’AIDS con le abitudini sessuali

4) Molti ci hanno perso, ma qualcuno ci ha guadagnato enormemente e non parlo degli avvoltoi che hanno speculato sul prezzo delle mascherine, ma dei mostri che hanno speculato sulla paura e sulla crisi economica per realizzare profitti enormi

5) I positivi al test sono circa 15 milioni, ma lo studio epidemiologico spagnolo (ed altri) ci dice che circa il 5% della popolazione è sieropositivo e che in 6 mesi quasi il 50% si siero negativizza (test rapido), quindi possiamo stimare che il 10% della popolazione mondiale sia stato contagiato, quindi circa 800 milioni

6) Su questa base il tasso di letalità mondiale scende sotto l’1%, vicino a quello dell’influenza stagionale

7) In Italia continua a scendere il numero delle morti in eccesso rispetto al quinquennio precedente. Il 59% delle morti in eccesso nei mesi di Marzo-Aprile era covid positivo, ma nel 41% dei casi non è dato riconoscere la causa. Tra le ipotesi c’è il minor ricorso alle cure per timori nell’accesso alle strutture sanitarie e anche per carenza di servizi domiciliari sostitutivi sanitari e non.

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/pdf/Rapp_Istat_Iss_9luglio.pdf

 

 

 

Appunti di epidemiologia 18

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE

14 Luglio 2020

 

Quello che non cala mai sono gli anticorpi razzisti dell’italiano.

Usa e Israele fuori dalla black list di Speranza: perché?

.

Anche i ricchi infettano

Nell’ultima settimana i casi negli USA sono più che raddoppiati rispetto ad un mese fa, hanno più di 3 milioni di positivi al tampone, ¼ dei casi mondiali

.

In Israele oltre 9mila casi nell’ultima settimana su una popolazione di soli 9 milioni di abitanti, numero di positivi quasi 8 volte superiore nell’ultima settimana rispetto ad un mese fa.

.

Se si confrontano i postivi al tampone della settimana 8-14 Luglio con quelli del 10-16 Giugno troviamo che In Lussemburgo sono aumentati più di 13 volte, in Croazia quasi 80 volte, in Australia quasi 20 volte, in Svizzera 4 volte.

.

Nessuno di questi paesi è nella black list

 

Cattive notizie dalla Spagna

 

Sono stati pubblicati quasi contemporaneamente 2 report dal ministero della salute italiano e da quello spagnolo

 

https://www.mscbs.gob.es/ciudadanos/ene-covid/docs/ESTUDIO_ENE-COVID19_INFORME_FINAL.pdf

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/pdf/Rapp_Istat_Iss_9luglio.pdf

La spagna pubblica online e gratis i risultati finali del più vasto e credibile studio epidemiologico sul coronavirus.

Si tratta tecnicamente di uno studio di coorte longitudinale, cioè è stato selezionato un campione della popolazione, statisticamente rappresentativo della popolazione (i limiti di rappresentatività sono evidenziati nell’articolo stesso) e queste 68.000 persone sono state sottoposte in 3 mesi consecutivi a test rapido su goccia di sangue e a test siero-immunlogico su prelievo per misurare gli anticorpi IgG (tardivi) ed IgM (precoci) finora noti per essere attivati dal virus.

 

Las 3 rondas de ENE-COVID (27/04-11/05, 18/05-01/06 y 08/06-22/06)

Hanno partecipato al test 68 mila spagnoli di cui oltre 23 mila presentavano sintomi compatibili con covid (febbre, brividi, stanchezza intensa, mal di gola, tosse, sensazione di mancanza d’aria, nausea/vomito/diarrea). 55mila hanno avuto un test rapido nei 3 turni, 47 mila anche il test immunologico

 

I risultati non sono confortanti. Per ora sono tratti tutti dai risultati del test rapido

 

La Sensibilità del test rapido è risultata dell’82,1% IgG (dichiarato 97%, Orient Gene Biotech COVID-19 IgG/IgM), la specificità del 100%.

La sensibilità è la proporzione di infetti positivi al test/ tutti gli infetti, quindi veri positivi/( veri positivi + Falsi negativi)

 

Al 22 Giugno 2020 il 5,2% della popolazione spagnola presenta anticorpi IgG contro il coronavirus, con ampie variazioni territoriali

La prevalenza sale al 27-31% in persone conviventi con caso confermato di Covid e al 10-15% in persone con contatto con caso confermato di Covid ma non conviventi

 

 

Tra il primo e il secondo test sono risultati positivi lo 0,9% in più del campione (in alcune aree, come la Castiglia questo aumento è stato del 2,3%), indipendentemente dall’uso (dichiarato) di mascherina

Questo fenomeno è stato meno evidente negli asintomatici (0,8%) e più negli anosmici/ageusici (4,8%) e in chi aveva avuto un tampone positivo (8,1%), ma soprattutto in chi si occupava di accudire e pulire i sintomatici (7,1%)

E’ presumibile che in queste ultime categorie il primo prelievo coincidesse con il periodo di latenza

 

 

 

Il problema è che oltre il 7% di positivi al primo test, si sono negativizzati al secondo, appena 1 mese dopo

Questo fenomeno è stato più evidente negli asintomatici (11%) e meno negli anosmici/ageusici (2,7%) e in chi aveva avuto un tampone positivo (0,5%)

 

 

DISCUSSIONE
Intanto risulta bassina l’affidabilità del test rapido, soprattutto per l’alte percentuale di falsi negativi (18%)

La prevalenza nella popolazione generale sembra crescere tra l’1% e il 2,3% a seconda del tipo di località e questo ci direbbe che siamo molto lontani dall’immunità di gregge

Si conferma la contagiosità del virus, soprattutto in chi condivide un ambiente chiuso con persone infette (oltre il 30% )

La letalità si conferma bassa (in Spagna ci sono 47 milioni di abitanti e 2,35 milioni sarebero i probabili infetti. I deceduti sono stati finora 28.406 cioè l’1,2 % dei possibili infetti)

Virus e sistema immune

Apparentemente ci sono 2 diversi comportamenti del nostro sistema immune (o almeno 2 diversi ceppi virali)

Persone che hanno avuto tampone negativo e nessun sintomo sembrano sviluppare un’immunità più breve che tende a scomparire dopo pochi mesi.

Scomparire si intende non essere più leggibile dal test, ma non è detto che a memoria immunitaria non sia attiva e pronta a reagire al prossimo contatto.

Nei sintomatici e nei positivi al tampone invece l’anticorpo sembra rimanere più a lungo

Lo studio spagnolo non riporta alcun casi di reinfezione accertata, anche se accennano ad alcuni casi negativizzati nel secondo turno e poi risultati di nuovo positivi, ma tendono ad attribuire il fenomeno a falsi positivi o negativi e non lo quantificano

Questo fenomeno della scomparsa degli anticorpi era già stato notato in alcuni studi sperimentali.

Nessuno però può sapere con certezza cosa significhi in relazione all’immunità di lunga durata e questo discorso vale anche per l’eventuale vaccino

I risultati dell’analisi quantitativa (misurando cioè la quantità di anticorpo presente) potrebbe chiarire meglio a situazione. Quando saranno pubblicati i risultati basati su prelievo ne sapremo di più

Sarebbe opportuno studiare cosa succede in caso di reinfezione, inoculando in volontari siero negativizzati (questi si eroici) il virus per misurare la risposta anticorpale e gli eventuali sintomi

Sono necessari anche test più efficaci e probabilmente andranno ricercate nuove analisi per monitorare la situazione (come avviene nell’epatite B in cui monitoriamo ben 7 valori tra antigeni e anticorpi)

 

ITALIA

dal rapporto ISS-ISTAT del 9 Luglio 2020 sull’impatto del Covid sulla mortalità emerge fra l’altro che solo nel 40% di persone decedute sono stati somministrati steroidi (cortisone), mentre uno studio inglese ha mostrato che la somministrazione di desametasone (il comune ed economico bentelan) ha portato a scomparsa dei sintomi nel 30% dei pazienti gravi. Gli antibiotici sono stati usati nel 86% dei pazienti, gli antivirali nel 58,9%.

La patologia preesistente maggiormente presente nei pazienti deceduti è l’ipertensone arteriosa in terapia (+ del 60%). Bisogna considerare che l’età media è 80 anni e a quell’età moltissime persone sono in terapia antiipertensiva

Nell’elenco dei sintomi più comuni Febbre e difficoltà respiratorie (dispnea) erano presenti in più del 70% dei pazienti, la tosse in meno del 40%. Non sono menzionate anosmia e ageusia (mancanza di olfatto e gusto, rispettivamente) che invece nello studio spagnolo sono presenti in più del 40% dei pazienti sintomatici

Il numero di decessi generali nel mese di Maggio riporta un saldo negativo -2,2% rispetto ala media dello stesso periodo nel 2015-2019, con alcune eccezioni locali (Lecco + 20%, Varese e Vicenza + 11%, Foggia +6%)

Il 59% delle morti in eccesso nei mesi di Marzo-Aprile era covid positivo, ma nel 41% dei casi non è dato riconoscere la causa. Tra le ipotesi c’è il minor ricorso alle cure per timori nell’accesso alle strutture sanitarie e anche per carenza di servizi domiciliari sostitutivi sanitari e non.

 

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE

 

Aggregando i dati per mese 25 paesi tra cui Svezia, Germani e Italia presentano nuovi positivi, decessi e tasso di letalità mensile in diminuzione, 15 paesi tra cui Russia e Perù mostrano decessi e letalità in aumento con diminuzione nuovi casi

In Altri 65 paesi i nuovi casi sono in diminuzione o stabili

24 paesi presentano risalita dei nuovi casi tra cui Francia, UK, Spagna, Giappone, Cina con diminuzione di decessi e letalità

5 paesi Israel, Portugal, Serbia, Croatia, Montenegro mostrano risalita dei nuovi casi con peggioramento dei decessi e della letalità

In 75 Paesi continua ad aumentare il numero di nuovi casi e decessi.

in 28 di questi però la letalità è in diminuzione, come in Brazil, India, SouthAfrica, Mexico, Argentina (che ha superato i 100mila positivi)

Negli USA, Kuwait, Bahrain anche i decessi sono in calo

in 25 di questi Paesi, tra cui Iran e Colombia, anche i tassi di letalità sono in aumento

 

global popolazione          8.144.000.000
GEN FEB MAR APR MEG GIU LUG (stima)
positivi/mese            9.826              75.577                        665.487              2.339.555            2.844.491              4.250.438            6.128.227
decessi/ mese                213                2.711                            33.481                  181.364                149.397                  136.696                145.911
letalità mensile 2,2% 3,6% 5,0% 7,8% 5,3% 3,2% 2,4%
EuropeanRegion popolazione                743.789.420
GEN FEB MAR APR MEG GIU LUG (stima)
positivi/mese                  14                1.093                        422.839              1.010.703                707.898                  549.539                562.051
decessi/ mese                      –                      23                            26.671                  109.267                  44.124                      17.169                  14.870
letalità mensile 0,0% 2,1% 6,3% 10,8% 6,2% 3,1% 2,6%
Italy popolazione 60.550.075
GEN FEB MAR APR MEG GIU LUG (stima)
positivi/mese                      2                    886                        100.851                  101.852                  29.073                        7.772                        6.010
decessi/ mese                      –                      21                            11.570                      16.091                        5.658                        1.404                          496
letalità mensile 0,0% 2,4% 11,5% 15,8% 19,5% 18,1% 8,3%
Israel popolazione 8.519.377
GEN FEB MAR APR MEG GIU LUG (stima)
positivi/mese                      –                        5                              4.826                      10.951                        1.230                        6.818                  31.959
decessi/ mese                      –                        –                                  17                            195                              72                              35                              93
letalità mensile 0,0% 0,0% 0,4% 1,8% 5,9% 0,5% 0,3%
Greece popolazione 10.473.455
GEN FEB MAR APR MEG GIU LUG (stima)
positivi/mese                      –                        3                              1.209                        1.364                          339                            475                        1.019
decessi/ mese                      –                        –                                  43                              96                              36                              16                                4
letalità mensile 0,0% 0,0% 3,6% 7,0% 10,6% 3,4% 0,4%
Luxembourg popolazione 615.729
GEN FEB MAR APR MEG GIU LUG (stima)
positivi/mese                      –                        –                              1.988                        1.781                          247                            240                        1.447
decessi/ mese                      –                        –                                  22                              67                              21                                –                                2
letalità mensile 0,0% 0,0% 1,1% 3,8% 8,5% 0,0% 0,1%
China popolazione 1.433.783.686
GEN FEB MAR APR MEG GIU LUG (stima)
positivi/mese            9.720              69.674                              3.151                        1.828                          197                            657                          930
decessi/ mese                213                2.625                                  476                        1.329                                2                                3                                2
letalità mensile 2,2% 3,8% 15,1% 72,7% 1,0% 0,5% 0,2%
Japan popolazione 126.860.301
GEN FEB MAR APR MEG GIU LUG (stima)
positivi/mese                  14                    216                              1.723                      12.135                        2.763                        1.742                        8.091
decessi/ mese                      –                        5                                  51                            359                          476                              81                              25
letalità mensile 0,0% 2,3% 3,0% 3,0% 17,2% 4,6% 0,3%
UnitedStatesofAmerica popolazione 329.064.917
GEN FEB MAR APR MEG GIU LUG (stima)
positivi/mese 6                      56                        140.578                  863.334                712.104                  821.558            1.668.104
decessi/ mese                      –                        –                              2.398                      50.030                  49.139                      24.636                  18.290
letalità mensile 0,0% 0,0% 1,7% 5,8% 6,9% 3,0% 1,1%
Brazil popolazione 211.049.527
GEN FEB MAR APR MEG GIU LUG (stima)
positivi/mese                      –                        1                              4.255                      67.630                393.280                  878.977            1.117.703
decessi/ mese                      –                        –                                  136                        4.881                  22.861                      29.744                  31.436
letalità mensile 0,0% 0,0% 3,2% 7,2% 5,8% 3,4% 2,8%
Argentina popolazione 44.780.677
GEN FEB MAR APR MEG GIU LUG (stima)
positivi/mese                      –                        –                                  820                        3.381                  10.501                      45.231                  89.553
decessi/ mese                      –                        –                                  20                            187                          303                            735                        1.407
letalità mensile 0,0% 0,0% 2,4% 5,5% 2,9% 1,6% 1,6%
SouthAfrica popolazione 58.558.270
GEN FEB MAR APR MEG GIU LUG (stima)
positivi/mese                      –                        –                              1.326                        4.024                  25.617                  113.297                318.325
decessi/ mese                      –                        –                                    3                            100                          540                        1.886                        3.755
letalità mensile 0,0% 0,0% 0,2% 2,5% 2,1% 1,7% 1,2%
Qatar popolazione 2.832.067
GEN FEB MAR APR MEG GIU LUG (stima)
positivi/mese                      –                        –                                  693                      11.871                  42.698                      39.844                  19.482
decessi/ mese                      –                        –                                    1                                9                              26                              77                              76
letalità mensile 0,0% 0,0% 0,1% 0,1% 0,1% 0,2% 0,4%
Australia popolazione 25.203.198
GEN FEB MAR APR MEG GIU LUG (stima)
positivi/mese                      9                      15                              4.335                        2.387                          439                            582                        5.134
decessi/ mese                      –                        –                                  18                              72                              13                                1                                8
letalità mensile 0,0% 0,0% 0,4% 3,0% 3,0% 0,2% 0,2%

 

 

 

 

 

Appunti di epidemiologia 16

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE

2 Luglio 2020

+ di 10 milioni positivi al tampone notificati

+ di 5 milioni in America

+ di 2,5 milioni negli USA

Indagini di Siero prevalenza

mentre latitano ancora i dati ufficiali italiani, alcuni paesi pubblicano già i dati della seconda tornata di studi su campione per rivelare la prevalenza

Spagna prevalenza quasi immodificata 5,21% invece che 5%. I soggetti sono gli stessi della prima fase + qualche ulteriore adesione. Mi aspettavo un aumento, probabilmente il senso di responsabilità di partecipare ad uno studio importante ha reso i selezionati più prudenti. Questo la dice lunga sulla possibilità di errore di qualsiasi studio campionario. Se consideriamo che tutta la Medicina Basata sull’Evidenza è impostata su questo tipo di studi …

https://www.mscbs.gob.es/ciudadanos/ene-covid/docs/ESTUDIO_ENE-COVID19_SEGUNDA_RONDA_INFORME_PRELIMINAR.pdf

 

USA: NYC passa dal 7% rilevato tra il 23.3 e l1.4 al 21% (19-28.4)

IL Texas passa dal 4,3% del 26 maggio al 13,2 del 26 Giugno

Fra un paio di giorni a Colomba diventerà il 20° paese con più di 100.000 positivi al tampone notificati

Dei 9 paesi con una prevalenza positivi/popolazione superiore a 1%, ben 2 sono protettorati francesi (Mayotte e Guyana Francese). Gli altri sono 3 piccoli europei (Andorra, San Marino e Vaticano), 3 della penisola araba (Qatar con 3,4%, Kuwait w Bahrein) + il Cile

Usa e Brasile hanno + di 1 milione di positivi

Russia e India + di 500 mila

South Africa, Argentina, Oman, Colombia, Bangladesh, India,nell’ultimo mese hanno più che triplicato

il numero di positivi

Bahrain, Chile, Qatar, SaudiArabia, hanno peggiorato di almeno il 50% il tasso di letalità deceduti/positivi

 

Il tasso di letalità Deceduti/ Positivi è sceso del 14% nell’ultimo mese a livello globale. Ora è a 4,9%, in Europa 7,3%, in America 4,8%

In un terzo dei paesi questo tasso è in salita soprattutto nei paesi del golfo Persico (Bahrein da 0,7% a 1,6%), continente americano (Cile da 1,06% a 2,04%) e Europa nord-orientale (Russia da 0,7% a 1,5%)

RISALITE

In molti paesi si assiste ad una risalita del numero dei contagiati positivi al tampone

 

Gli USA dopo essere scesi a 140 mila casi a settimana (fine Maggio) stanno toccando il loro picco con oltre 260mila casi nell’ultima settimana (erano stati 220 mila a metà Aprile), però con un tasso di letalità di meno della metà (2,24% contro 5,64% di metà Aprile)

I grafici si riferiscono al cumulo di nuovi casi e nuovi decessi ogni 2 settimane. Il segno rosso segnala l’inizio del lockdown, il segno verde la fine

L’Iran ha superato di nuovo i 35mila nuovi positivi in 15 giorni, come agli inizi di Aprile quando ha toccato il picco di oltre 37 mila, dopo essere scesi a 15mila tra Aprile e Maggio. Il tasso di letalità è simile (4,9% contro 5,2% di Aprile)

Nell’area mediterranea Israele è tornato a registrare oltre 5mila casi in 2 settimane (erano stati oltre 7 mila a cavallo tra Marzo e Aprile) dopo essere sceso a meno di 400 a metà Maggio. Anche in questo caso il tasso di letalità è dimezzato (0,33% contro 0,7%)

 

Diversi paesi Europei e del Pacifico Occidentale mostrano tendenza alla risalita, anche se con un numero di positivi molto inferiore al loro picco

 

 

Appunti di epidemiologia 15

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE

18 Giugno 2020

 

.

La Spagna ha pubblicato fin dal 13 maggio i risultati preliminari dei test di siero prevalenza. d’altronde pubblicarli un mese dopo, come sta accadendo per l’Italia, non ha senso in una situazione in continua trasformazione.

Dopo 1 mese i risultati potrebbero essere raddoppiati o dimezzati o chissà ed ognuna di queste ipotesi avrebbe implicazioni importanti

.

Sapevamo già della prevalenza media del 5% in Spagna, con ampie differenze tra aree geografiche e realtà urbane (media 6,4%) e che la prevalenza è inferiore nelle fasce di età più basse, che nei casi sospetti (3 o più sintomi presentati o perdita di olfatto) la prevalenza sale al 20%

In altro dato interessante è che persone che a erano risultate positive al TAMPONE (test PCR) solo nel 87% dei casi sono risultate positive agli anticorpi

https://www.lamoncloa.gob.es/serviciosdeprensa/notasprensa/sanidad14/Documents/2020/130520-ENE-COVID_Informe1.pdf

 

Spiegazioni possibili:

  1. Il test igG ha un periodo di latenza di circa 1 mese. Non ci sono informazioni su quanto tempo prima fossero risultati positivi
  2. Nelle vie aeree superiori, naso e bocca, il virus potrebbe albergare qualche tempo senza avere un contatto effettivo con il sistema immunitario. Questi positivi di transito teoricamente sono stati contagiati ma non si sono infettati e potrebbero essere stati contagiosi
  3. Quel 13% potrebbe far parte della quota di FALSI POSITIVI di cui parla l’OMS senza però dare dati
  4. Il virus potrebbe stimolare la produzione di anticorpi diversi da quelli già noti ed utilizzati per i test sierologici oppure potrebbe non aver stimolato affatto risposta immunitaria

 

 

 

In attesa di novità sui dati della sorveglianza e della siero prevalenza vediamo cosa succede con i dati notificati ufficialmente all’OMS. I dati sono raggruppati per 1 o 2  settimane, per minimizzare i ritardi di notifica

RISALITE

Alcune novità sui paesi in cui si registra una risalita dei nuovi casi positivi al tampone notificati

Cina, Corea, Portogallo, Ecuador, Israele, Iran tutti senza un proporzionale aumento del numero dei nuovi deceduti

La Cina non registrava un numero di nuovi casi superiore a 100 alla settimana dal 21-27 Aprile. negli ultimi 7 giorni siamo già a 226

Allarme per Turchia, Norvegia che mostrano una tendenza alla risalita solo nelle ultime settimane

meno credibili le risalite di Grecia, Estonia per l’esiguità dei numeri

ASCESE

Israel, Iraq, Panama, China, Oman, South Africa, Azerbaijan, Pakistan, Philippines, Argentina, hanno più che triplicato il numero di nuovi positivi rispetto ad un mese fa.

Israele aveva notificato 230 casi nelle 2 settimane tra il 12 e il 25 maggio. negli ultimi 15 giorni ne ha notificati 1902

India, Cile, Messico, Brasile (tutti paesi con più di 100mila casi) hanno più che raddoppiato, così come Armenia, Ucraina, Moldova, Bangladesh, Indonesia, Saudi Arabia,.

Il Cile si avvia a diventare il rimo paese con più di 10 milioni d abitanti a notificare un numero di positivi superiore all’ 1% della popolazione. Aveva 41.428 casi il 17 Maggio, al 17 Giugno ne registra 184.449. I deceduti sono passati da 421 a 3383

Il Qatar è arrivato quasi al 3% di positivi nella popolazione

 

Per la letalità il peggior incremento negli ultimi 15 giorni tra paesi con più di mille deceduti è stato quello del Cile seguito da Russia, Canada e Messico

In tutti gli altri paesi il numero dei nuovi positivi, calcolato su base settimanale è in discesa

 

 

Appunti di epidemiologia 14

14 Giugno 2020

 

Sto sentendo un sacco di sciocchezze sui media riguardo i conteggi dei nuovi casi positivi al tampone

Appurato che questo dato è facilmente manipolabile per interessi politici (basta diminuire il numero di tamponi effettuati o testare persone a basso rischio di contagio ed il gioco è fatto)

Il dato più affidabile probabilmente è il numero di decessi, poiché l’OMS ha dettato regole chiare che sono poi le stesse per le stime della diffusione e della letalità per le altre malattie infettive

Seasonal influenza represents a year-round disease burden. Every year, there are an estimated 1 billion cases, of which 3 to 5 million are severe cases, with 290 000 to 650 000 influenza-related respiratory deaths worldwide.

https://www.who.int/news-room/feature-stories/detail/8-things-to-know-about-pandemic-influenza

Quindi utilizzando il dato della Spagna come stima della PREVALENZA vera attuale sulla popolazione (5%) e i dati su nuovi casi e nuovi decessi aggregati per settimane, possiamo stimare:

  • 400 milioni sono le persone probabilmente contagiate ad oggi
  • Almeno un 10% di questi sono attualmente contagiosi (quindi circa 40 milioni di persone)
  • mancano circa 13 settimane al raggiungimento della soglia di herd immunity mondiale (1 miliardo di contagiati, il 13% della popolazione), quindi fine Settembre, ben prima delle più rosee previsioni sull’arrivo del vaccino
  • Questo, se arriva e funziona, sarà però utile per liberare i soggetti vulnerabili dalla schiavitù della quarantena (che a Settembre si dovrebbe chiamare duecentena)
  • E’ prevedibile in base a queste stime che il numero di decessi ala fine della panMedia raggiunga le 850 mila persone
  • Il tasso di letalità dovrebbe rimanere sotto lo 0,1%
  • dato il numero dei contagiosi i provvedimenti più logici sono di protezione ed assistenza dei più vulnerabili

 

 

intanto le buone notizie

Popolazione mondiale  7.791.274.539    ad oggi 14 Giugno 2020

95 paesi su 215 non hanno notificato nuovi decessi nell’ultima settimana (7-13 giugno 2020). 38 di questi non notificano nuovi casi

 

Alcuni dati di mortalità presi da www.worldometers.info/it

 

15.530 Persone morte di fame OGGI

381.709Morti a causa di malattie associate all’acqua quest’anno

5.884.348Morti per malattie infettive quest’anno

3.445.403 Bambini fino a 5 anni morti quest’anno

140.104 Madri morte durante il parto quest’anno

761.992Morti causate da HIV/AIDS quest’anno

3.722.751Morti per cancro quest’anno

444.614Morti di malaria quest’anno

2.265.960Morti causate dal fumo quest’anno

1.133.695Morti causate da alcool quest’anno

486.073Suicidi quest’anno

611.881Morti in incidenti stradali quest’anno

 

 

 

 

 

Appunti di epidemiologia 13

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE

12 Giugno 2020

Sempre latitanti i risultati di siero prevalenza (indagine a campione statistico per valutare la percentuale di popolazione effettivamente contagiata).

Stranamente il dato viene utilizzato più spesso per affermare che c’è ancora un alto numero di persone suscettibili e non per osservare che questo virus ha una diffusione solo di poco inferiore all’influenza stagionale e una tasso di Letalità di poco superiore.

In compenso ha scombinato l’economia e soprattutto la qualità della vita delle persone per sempre, neanche fosse una guerra.

Forse anche il calcolo (probabilistico, non reale) del 60% come soglia per la herd immunity andrebbe rivisto in basso anche solo basandosi sull’esperienza dell’influenza che  arriva ogni anno ad infettare almeno un 15-20% della popolazione e poi comincia a regredire

Spagna (dati del 14 maggio) 70.000 test  prev 5% (Madrid 11,3%) fino a 9 anni <3% (in forte contrasto con la Svezia). Tasso di Letalità 1-1,2%  Il 43% aveva subito un’improvvisa perdita dell’olfatto.

Svizzera (Ginevra) Prevalenza 9,7%. Letalità 0,5%

Germania (Heinsberg) Prevalenza 14% Letalità 0,4%

New York City (dati del 20 maggio; Campione di 8.000 persone) Prevalenza 19,9% (Comunità afro-americane 27%) Letalità 1,1 %

RISALITE

Per quanto ormai poco significative le cifre sui positivi al tampone, sempre più manipolate quanto più si avvicina la stagione turistica dell’emisfero Boreale, si può notare una risalita stabile di nuovi casi e spesso di nuovi morti in

Iran, Israele, Korea, Ecuador, Estonia,

sempre accompagnato da un numero proporzionalmente inferiore di nuovi decessi

In alcuni paesi si registra un deciso aumento del rapporto deceduti/positivi (che chiameremo tasso di LetalitàT per distinguerla dal tasso reale usando la prevalenza VERA di contagiati nella popolazione)

LetalitàT al 11 Giugno

France 19,357%; Belgium 16,164%; ITA 14,470%; The United Kingdom 14,175%

LetalitàT -15 (Deceduti al 11 Giugno/ Positivi al 28 Maggio)

France  20,481%; Mexico 19,647%; Belgium 16,719%; The United Kingdom 15,390%

I seguenti paesi inoltre riportano negli ultimo 15 giorni un aumento superiore al 10%

Qatar (23%), Russia (23%), Giappone (13%), Portogallo (12%)

Una ipotesi è che mentre i tamponi effettuati sono sempre di meno e più selettivi, quindi molti potrebbero sfuggire all’indagine, il numero dei deceduti è sempre alquanto preciso in tutti i paesi non a vocazione turistica

 

 

 

 

Appunti di epidemiologia 12

8 Giugno 2020

Il punto della situazione

Mentre continuano a non trovarsi facilmente su internet i risultati ufficiali dei test sierologici (chissà perché) , il lavoro di alcuni giornalisti permette di tracciare un quadro della situazione

Partiamo dalla situazione della Svezia, in cui la testata indipendente thelocal.se riposta risultati molto precisi e divisi per fasce di età forniti dalla Public Health Agency Svedese (PHAS) durante una conferenza stampa

Il campione è formato da persone che si erano rivolte ai sevizi sanitari per fare altre analisi. Questo tipo di campionamento si è rivelato rappresentativo dell’intera popolazione in altre indagini, anche se la PHAS avverte che in questa situazione la rappresentatività potrebbe essere diversa

Gruppo di età 20-64 anni: prevalenza media del 7% con differenze regionali e maggiore prevalenza in distretti densamente abitati (es. Stoccolma)

Gruppo di età 0-19 anni: Prevalenza più alta che nel Gruppo di età precedente (la PHA fa notare che questo Gruppo di età di età è tuttora quello più socialmente attivo, non essendoci state in Svezia restrizioni prolungate sulla frequenza scolastica)

Gruppo di età >65; Prevalenza intorno al 3% spiegabile con le limitazioni ai contatti sociali che questo gruppo, il più vulnerabile, si è autoimposto

https://www.thelocal.se/20200602/sweden-shares-preliminary-figures-from-antibody-tests

 

3 considerazioni:

data la diffusione del Virus, molto superiore a quella prospettata dai risultati dei test su tampone, il tasso di letalità scende a valori intorno all’1% ( Letalità dell’influenza dell’anno scorso: 1 su 1.000)

 

La popolazione più vulnerabile è anche quella più suscettibile. L‘unica protezione sarebbe la ulteriore diffusione del virus nelle classi di età meno suscettibili fino al raggiungimento della Herd Immunity (Che funziona a partire da un soglia superiore al 60% di prevalenza)

Vanno potenziati i servizi di assistenza domiciliare sociale e sanitaria per non ghettizzare e spingere alla depressione i più vulnerabili

Situazione in Italia

Dall’Italia abbiamo notizie sulle enormi differenze riscontrate nelle varie realtà locali

Possiamo dire che

Il virus si è diffuso molto più di quello che ci facevano pensare

le persone tuttora potenzialmente contagiose rappresentano il 15-40% dei chi ha già sviluppato anticorpi

La letalità del virus è molto inferiore a quella prospettata finora (1%)

Alcune realtà, quelle che hanno pagato lo scotto maggiore, sono praticamente fuori dal tunnel, in altre ci si può attendere una diffusione maggiore dell’infezione auspicabilmente con meno casi gravi e meno decessi

In attesa del tanto invocato vaccino (se mai ci sarà e comunque non prima dell’Autunno) anche per l’Italia secondo me è auspicabile una maggiore diffusione del contagio nelle categorie poco e per niente vulnerabili, a fare da protezione “di gregge” ai più esposti a gravi conseguenze

AD e ADI andrebbero potenziate, per garantire un livello di vita accettabile a chi si è messo i quarantena spontanea

https://www.med4.care/italia-test-sierologici-covid-19-risultati/

Nel Mondo la situazione è a macchia di leopardo e rispecchia abbastanza la situazione italiana

Situazione Italiana nel dettaglio

Lombardia: Positivi al test sierologico il 42% delle persone in quarantena fiduciaria, il 14% degli operatori sanitari, con un picco del 60% ad Alzano e a Nembro, comuni lombardi tra i più colpiti.

la Toscana che finora ha il campione più numeroso, 140.000 test, mostra una prevalenza del 3%, di cui 1 su 6 (17%) positivo anche al tampone, quindi potenzialmente contagioso,

Sicilia (Trapani e Ragusa) 5%

Lazio 2,17% (19.412 test)

San Marino 4% positivi (il 40% positivi anche al tampone)

 

 

 

Appunti di epidemiologia 11

01 Giugno 2020

 

Prime stime realistiche di prevalenza e letalità

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La Regione Lazio, nell’ambito di uno studio di prevalenza che prevede ricerca degli anticorpi su 300.000 abitanti del Lazio, ha fornito i primi risultati che ci permettono di stimare la prevalenza attuale dei contagiati, dei contagiosi e della Letalità legata al COVID19

fonete: http://www.quotidianosanita.it/lazio/articolo.php?articolo_id=85412

 

Lazio      Popolazione      5.867.097

Positivi al tampone al 20 Maggio 2020    7,533

Deceduti con COVID 19 al 20 Maggio 2020           647

 

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Campione con test sierologico al 20 Maggio 2020             19.414

Positivi (Presenza di IgG specifiche anti COVID) al 20 Maggio 2020          422

Positivi anche al Tampone (Contagiosi per via aerea)     9

 

fonte    31http://www.quotidianosanita.it/lazio/articolo.php?articolo_id=85412

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Da cui ne deriva

Prevalenza di soggetti infettati dal Virus              2,173%                 proiezione 127.532 persone

Di cui attualmente contagiosi                    0,046%                 proiezione 2.720 persone

REALE   Positivi al tampone IL 20Maggio 2020     3.786

.

Il Tasso di Letalità per COVID 19                               0,51%

è di poco superiore a quello dell’influenza stagionale che è di 0,1%

 

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La bolla si sgonfia parecchio almeno nel Lazio

Per ora non ci sono notizie di persone positive al test che si siano ammalate di nuovo, quindi sembra che l’anticorpo generi immunità

Si può definire allora il tampone come test principe per svelare la potenziale contagiosità di un individuo

Altri dati: su ricoveri ordinari e in terapia Intensiva non ho dati cumulativi quindi non posso fare una proiezione

Ricoverati con sintomi IL 20 Maggio 2020             1.119

Ricoverati in terapia intensiva IL 20 Maggio 2020              74

Positivi al tampone IL 20Maggio 2020     3.786

 

 

 

Appunti di epidemiologia 10

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE

31 Maggio 2020

 

Cosa succederà con la fine del Lockdown?

SCENARI

 

Alcuni Paesi hanno già sperimentato una seconda ondata, con risultati variabili

 

SITUAZIONE IN ITALIA

 

 

Cina

La Cina ha sperimentato 3 ondate successive, in cui solo la terza ha portato un aumento del numero dei deceduti e del Tasso di letalità. probabile BAS dovuto a riconteggi

 

IRAN

Da alcune settimane l’Iran ha registrato un aumento di casi per fortuna non accompagnato da aumento del Tasso di letalità

 

Polonia

 

La Polonia è il primo paese europeo in cui si registri una seconda ondata di positivi al tampone. I tassi di letalità continuano però a scendere

 

 

Svezia e giappone: i no Lockdown

 

Svezia e Giappone ci possono dare un idea dell’evoluzione “naturale” (senza lockdown) dell’epidemia” Mentre il Giappone registra un notevole aumento dei tassi di Letalità, la Svezia oltre a registrare una diminuzione dei nuovi decessi registra anche un dato su campione preso a Stoccolma di prevalenza del 7.5% di persone positive alla ricerca dell’anticorpo che farebbe crollare il tasso di letalità registrato finora. Gli Svedesi contano entro Giugno di raggiungere una herd immunity e quindi fermare l’epidemia

 

 

GERMANIA

Si segnala che anche a Germania registra un aumento dei Tassi di Letalità rispetto ai positivi al tampone. Non ho dati sulla prevalenza testata con ricerca di anticorpi su campione

 

 

 

 

Appunti di epidemiologia 9

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE

26 Maggio 2020

Adotta una nonna araba

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I paesi della penisola arabica che si affacciano sul Golfo Persico sono tutti caratterizzati da un basso tasso di Letalità legato al Covid nonostante una prevalenza di positivi notevole

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Da cosa dipende? Il virus arabo è particolarmente poco aggressivo? Il clima desertico? alimentazione e stili di vita (tra l’altro è appena finito il mese del Ramadan

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Io se proprio devo prendermi il virus, preferisco la versione araba e quindi adotto volentieri una nonnina proveniente da quelle parti

 

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Qatar, Prevalenza 1,5%                Letalità 0,053%                 quasi 3 milioni di abitanti,

Bahrain Prev     0,56%    Let 0,14% quasi 2 milioni abit.

Kuwait  Prev 0,5%           Let         0,73%    quasi 5 milioni abit.

Arabia Saudita Prev     0,21%    Let         O,53% quasi 35 milioni di abitantI

 

Per confronto

Italia      Prev      0,38%    Let         14,3%    quais 61 milioni abit.

 

dati epidemiologici del 25 Maggio 2020 fonte WHO.int

 

Appunti di epidemiologia 8

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE

10 Maggio 2020

Gli Stati Uniti registrano ormai 1/3 dei positivi mondiali e poco meno di 1/3 dei deceduti

La Russia continua ad occupare il secondo posto per numero di nuovi casi nella settimana dal 28 aprile al 4 Maggio, mentre il suo tasso di letalità rimane molto basso

Entra l’Ungheria con tasso d letalità del 12,6%. I tassi letalità-6 peggiori sono del Messico (23%) Francia(21,3%), Regno Unito (21,1) e Belgio (18,8%)

Come numeri assoluti di nuovi casi settimanali entrano nella top 10 i grandi paesi (Brasile 3°con più di 38.000 casi, Turchia 6^, India7^)

Come tasso di prevalenza oltre San Marino (1,87%) anche il Vaticano supera la soglia del 1,5%; Andorra è a 0,97%

Dei grandi paesi la prevalenza maggiore è in Spagna dove 4,8 abitanti su 1.000 sono positivi, In Qatar sono ormai 7,1 su 1.000 (gli abitanti sono 3 Milioni circa), in Irlanda 4,6, in Belgio 4,5 (Italia 3,6)

Trend: in poco più di 1 mese Ungheria, Nigeria e Messico hanno quadruplicato i tassi di letalità (Ungheria dal 3,1 al 14,4% dal 30 marzo al 5 Maggio)

In Italia, Spagna e Iran anche i tassi mediani settimanali di letalità sono ormai in discesa

Come prevalenza nell’ultimo mese ha quasi centuplicato il numero dei casi il Bangladesh.

Insieme a Russia e Bielorussia (>20 volte più numerosi i positivi), Qatar, Singapore e Nigeria (> 10 volte) mantengono però un tasso di letalità inferiore al 2%

La Germania ha più che raddoppiato i suoi tassi di letalità ed ora è intorno al 4%

Appunti di epidemiologia 7

08 Maggio 2020

Gli asintomatici non sono il problema, ma la nostra via d’uscita

Storicamente le epidemia virali hanno quasi sempre avuto un andamento nel tempo a parabola.

La discesa del picco non è certo dovuta al lokdown o alle terapie, ma in qualche modo ad una minore suscettibilità

O che il virus si sia indebolito per motivi genetici o climatici o che il nostro organismo abbia imparato a difendersi o che sia esaurito il numero dei suscettibili, ad un certo momento l’epidemia finisce, per riprendere magari dopo uno o più anni. Lo vediamo tutti gli inverni con l’influenza, lo abbiamo visto con la SARS, parente stretta del Covid19, con l’Ebola.

Quindi un aumento del numero di positivi, accompagnato da una diminuzione del numero dei sintomatici o se vogliamo un indicatore forte, dei deceduti è segna che il problema si sta risolvendo

Questo segnale ci viene confermato dal fatto che in molti paesi in cui la fase del contagio sembra ancora in forte ascesa, la letalità legata al virus è inferiore al 1%.

E’ il caso del Qatar, di Singapore, della Bielorussia e della stessa Russia, tutti paesi che nell’ultimo mese hanno più che quadruplicato il numero dei positivi

E a proposito di Letalità, L’OMS ha dato la definizione ufficiale di deceduto nella sorveglianza sul Covid19

Definition of COVID-19 death

COVID-19 death is defined for surveillance purposes as a death resulting from a clinically compatible illness in a probable or confirmed COVID-19 case, unless there is a clear alternative cause of death that cannot be related to COVID disease (e.g. trauma). There should be no period of complete recovery between the illness and death.

L’OMS attizza il fuoco, molti paesi hanno riconteggiato I loro deceduti ma non ci sono più scuse le differenze di letalità sono dovute a cause e fattori di protezione su cui mi sembra si stia indagando poco

Se dovessi puntare su alcuni di loro direi il clima caldo, marino e terapie scaturite dall’osservazione intelligente di sintomi e decorso della malattia e meno su protocolli

 

Appunti di epidemiologia 6

05 Maggio 2020

In piena fase di ascesa del picco di positivi vari paesi, soprattutto nel continente americano, dovuto probabilmente alla distribuzione fatta dall’OMS di kit per la diagnosi di Coronavirus.

Strana scelta questa, soprattutto in paesi con poche risorse da destinare alla Salute, dove oggi si può fare diagnosi di contagio di coronavirus, ma non si può curare né i contagiati, nè le polmoniti batteriche, nè altre malattie

Russia e Brasile seguono gli USA come numero di nuovi contagiati quotidianamente scoperti, seguiti a loro volta da Regno Unito e Perù.

nelle ultime 2 settimane hanno più che triplicato il numero dei positivi anche Ecuador e Bielorussia

Fortunatamente i dati di Letalità in tutti questi paesi( tranne il Brasile e Regno Unito) sono sotto il 5%

A Singapore addirittura, che nell’ultimo mese ha registrato un numero di positivi 20 volte superiore, tutti i tassi di Letalità sono inferiori all’1% nonostante una prevalenza del 3 ogni 1.000 abitanti (quasi 6 Milioni) simile a quella italiana

Questo potrebbe significare che la suscettibilità alla malattia sta ormai declinando, che i portatori sani sono in notevole aumento e che andrebbero studiati meglio alcuni fattori di protezione (clima? alimentazione? sistema sanitario? tipo di cure erogate?) e non solo il mantra dei provvedimenti di limitazione coatta della mobilità fatta con la Polizia

Appunti di epidemiologia 5

29 Aprile 2020

i tempi mediani (in giorni) che trascorrono dall’insorgenza dei sintomi al decesso (10 giorni), dall’insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale (5 giorni) e dal ricovero in ospedale al decesso (5 giorni). Il tempo intercorso dal ricovero in ospedale al decesso è di 3 giorni più lungo in coloro che sono stati trasferiti in rianimazione rispetto a quelli che non sono stati trasferiti (8 giorni contro 5 giorni).

Probabilmente un riconteggio dei deceduti ha portato il Regno Unito ad un balzo nella letalità-6 che ritorna ai valori di fine marzo, intorno al 19%.

I maggiori decrementi di letalità -6 si trovano in paesi che da molto tempo sperimentano un alto numero o % di positivi

Iran da 10,6% del 23-29 mar al 6,7 del 20-26 apr

San marino dal 13,9% al 9,45 probabilmente in ulteriore dimnuz

Spagna dal 16,4% al 11,6%

Il fatto che anche la Turchia, paese ancora in fase di ascesa presenti una netta diminuzione, fa sospettare che l’allargamento della base su cui si effettua il test anche agli asintomatici o paucisintomatici sia fattore determinante

Altri fattori potrebbero essere la qualità delle cure, dopo settimane di esperienza con questo genere di pazienti

L’aumento dei portatori sani e la diminuzione dei soggetti suscettibili di complicazioni gravi del contagio

 

Appunti di epidemiologia 4

26 Aprile 2020

 

Diventa inquietante la situazione della Svezia,che nel giro di 4 settimane è passata da un tasso mediano settimanale di letalità-6 di 2,59% (settimana 23-29 Marzo) a uno superiore al 14% (14,07 settimana 19-25 Aprile). Situazione paragonabile il Belgio (da 7,82% a 17,36%) e altri paesi quali Austria, Germania, Irlanda, Norvegia, che però mantengono inferiore al 6% il loro tasso di Letalità-6

Intanto comincia a girare nell’ambiente scientifico un’ipotesi del Dott. Giampaolo Palma, condivisa dal dott. Stefano Montanari, che la causa prevalente di decesso in pazienti il tromboembolismo polmonare diffuso, piuttosto che polmonite interstiziale.

Questa ipotesi, se confermata getta una luce sinistra sul modo in cui i medici stanno affrontando la malattia ed però fornirebbe una chiave interpretativa al dilemma della >letalità estremamente differente tra un paese e l’altro

 

Nell’ultima settimana la letalità mediana-6 è stata del 8,1% a livello globale, del 10,5% a livello Europeo, del 6,0% per le Americhe.

Nei singoli paesi

France  19,7%

Belgium               17,4%

The United Kingdom     16,8%

ITA         14,6%

Sweden               14,1%

Netherlands      13,3%

 

Appunti di epidemiologia 3

24 Aprile 2020

Numero contagiati e curva epidemica

(BIAS: ritardo di notifiche, tamponi effettuati e target delle persone su cui è stato fatto il tampone nei singoli paesi)

La curva epidemica mondiale è ancora nella fase di plateau. Il Numero dei nuovi casi ha assunto un andamento ondulatorio negli ultimi 20 giorni oscillando periodicamente tra valori di 68,766 del 7/04 a 89.657 dell’11/04

A livello europeo il picco sembra stato raggiunto tra il 9 e il 12 Aprile con 40.000 nuovi casi al giorno in media, mentre nell’ultima settimana siamo sui 34.000. Popolazione oltre 700 milioni

Nelle Americhe sembra sia iniziata la fase discendente dopo un picco di 38.000 nuovi positivi tra il 17 e il 20 Aprile. Popolazione oltre 1 Miliardo

Continua a salire la curva dei nuovi positivi nella ragione del Mediterraneo Orientale (Arabia saudita e Qatar, mentre l’Iran è in chiara fase discendente) e del Sud est asiatico (India e Bangladesh soprattutto)

Stabile in Africa e nel pacifico Occidentale (Cina, Giappone, con l’eccezione di Singapore.)

Prevalenza

(BIAS: ritardo di notifiche, tamponi effettuati e target delle persone su cui è stato fatto il tampone nei singoli paesi)

La prevalenza di positivi ha raggiunto il tasso di 3 ogni 10.000 abitanti a livello mondiale, in Europa 8,7 e nelle Americhe 6,7 sempre ogni 10.000 abitanti

A livello di singolo paese San Marino è giunta all’ 1,44%, Andorra al 0,94%, Lussemburgo 0,59% e Islanda 0,53%. Dei paesi con più di 10 milioni di abitanti la Spagna ha una prevalenza di positivi dello 0,45%, l’Italia 0,31%, USA 0,24% Inghilterra 0,22%, Francia e Germania      0,18%

 

Letalita’ -6

(BIAS: ritardo di notifiche, attribuzione di causa di morte. Per il razionale del tasso di Letalità-6 vedi sotto)

 

Stima della Letalità

Il balletto delle cifre sulla letalità risente tra l’altro delle possibili imprecisioni e ritardi sulla notifica dei casi e delle morti

L’ISS ci dice che la latenza tra insorgenza sintomi e decesso è di 4-6 giorni, ma noi abbiamo più spesso al massimo la data in cui il tampone è stato registrato positivo. Facendo vari tentativi di trovare un tasso di letalità tra numero cumulativo di deceduti / postivi di alcuni giorni prima, il dato più stabile viene con 6 giorni pria

prenderemo quindi Deceduti/positivi di 6 giorni prima come miglior proxy del tasso di letalità e lo chiameremo Tasso di Letalità -6

Come indicatore di tendenza centrale utilizzeremo la MEDIANA, cioè il valore che ha 50% di valori più alti e 50% più bassi, per neutralizzare valori fuori scala dovuti a difetti di comunicazione dei dati

Analizzando i valori mediani a partire dal 14 marzo, possiamo evidenziare 3 gruppi:

Nel primo, comandato dall’Italia, la Letalità-6 si assesta nettamente al di sopra del 10%

The United Kingdom     16,215%

ITA         15,200%

Spain     13,559%

Netherlands      13,526%

San Marino        12,981%

France  12,279%

Belgium               10,665%

 

nel secondo gruppo il tasso di letalità-6 si posizione intorno al 5%

 

Iran                       8,544%

Sweden               7,131%

United States of America            5,585%

Greece                 5,057%

Denmark             4,939%

Ireland                 4,680%

Andorra               4,510%

Turkey                  4,069%

CHINA                  4,038%

Switzerland        3,357%

Portugal              3,354%

 

nel terzo gruppo il Tasso di letalità-6 si trova ben al di sotto del 3%

Luxembourg      2,161%

Austria                 1,885%

Germany            1,763%

Norway                               0,893%

Singapore           0,487%

Iceland                 0,432%

Qatar                    0,252%

N.B. Sono stati riportati solo i dati di paesi che hanno un prevalenza di positivi rispetto alla popolazione maggiore del 0,40% (4 su 1.000 abitanti), più la Cina. L’Indonesia per esempio che denuncia un tasso di letalità dell’8,39% dichiara come prevalenza solo 1 positivo ogni 100.000 abitanti

 

Come spiegare queste clamorose differenze?

Una delle possibili interpretazione è data da quanti tamponi sono stati analizzati e su chi è stato fatto il tampone. E’ evidente che se una paese si può permettere di fare pochi test, privilegerà le persone sintomatiche e fortemente sospette; un paese con maggiori disponibilità economiche e strutturali testerà anche asintomatici con diminuzione del tassi legati alla gravità della malattia. E’ tuttora difficile una stima veritiera della prevalenza di positivi in una popolazione e della percentuale di portatori asintomatici

A conferma di questa teoria vado ad analizzare i dati regionali italiani, dove è presente il numero di tamponi effettuati

Anche qui c’è un BIAS dovuto al fatto che le regioni dichiarano il numero di tamponi effettuati e non su quante persone. Tutti i dichiarati “Guariti” per esempio hanno eseguito almeno 2 tamponi. I Guariti e dimessi rappresentavano, il 7 Aprile il 18% del totale dei positivi. Qualcun ha stimato un fattore di correzione del 10%, che mi sembra credibile

Appunti di epidemiologia 2

 

Analisi della situazione internazionale e l’Anomalia italiana

 

Premessa

Tutti i dati sono manipolabili. Come diceva Ronald Harry Coase, Premio Nobel per l’Economia nel 1991.

“If you torture the data long enough, it will confess to anything”* “ se torturi I dati abbastanza a lungo, ti confesseranno qualsiasi cosa”, Diventato oramai slogan per t-shirt e adesivi da paraurti

*Fonte: “How should economists choose?” Warren Nutter Lecture, 1981

Ne deriva che qualsiasi considerazione in questa fase va presa con le molle

 

Dati aggiornati al 21Marzo 2020

 

Se guardiamo ai “conteggi” (le cosiddette frequenze assolute) si nota che l’Europa nell’ultima settimana ha monopolizzato la situazione:

da sola presenta quasi il 50% dei positivi al test (da ora li chiameremo casi) mondiali, pur rappresentando meno del 10% della popolazione mondiale e se guardiamo ai dati del 21 Marzo diffusi dall’OMS (https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/situation-reports/) i nuovi casi europei rappresentano il 75% dei nuovi casi mondiali

L’Italia da sola rappresenta il 18% dei casi mondiali e il 37% di quelli europei (0,7% e 8% rispettivamente della popolazione)

Il BIAS, la distorsione, nasce dal fatto che non abbiamo idea di come gli altri paesi si stiano muovendo, quanti e quali test effettuano e a chi

Più interessante è paragonare le frequenze relative, quindi in proporzione alla popolazione

Userò una specie di proporzione di PREVALENZA cioè Positivi al test/popolazione, distorta a sua volta dal fatto che il test non è somministrato a tutta la popolazione generale, ma alla Popolazione di casi sospetti (per età, condizione clinica, possibile contatto e altri criteri, spesso non espliciti, che variano da Nazione a Nazione e in Italia da una Regione all’altra)

San Marino con 44,6 casi su 10.000 abitanti comanda questa poco lusinghiera classifica, seguita dal Lussemburgo con 7,9, dall’Italia con 7,8 e dalla Svizzera con 5,6

In Italia guida la Lombardia con 22 positivi su 10.000 abitanti seguita da Val D’Aosta con 21

Se invece consideriamo la prevalenza di positivi rispetto ai test effettuati, dopo la Lombardia (39% di positivi) compaiono le Marche (38%) e il Piemonte (35%)

La distorsione anche in questo caso nasce dai criteri di somministrazione dei test e anche dalla quantità di test somministrati

Il Veneto ha testato quasi l’1% della sua popolazione (8 positivi su 100), la Campania solo lo 0,07% (19% positivi)

Dai dati del Ministero della salute i “sani” (paucisintomatici, asintomatici e negativizzati) in Italia sono il 52% dei positivi (l 75% in Campania e Sardegna contro il 33% della Liguria e il 49% della Lombardia)

La distorsione anche in questo caso nasce dai criteri di somministrazione dei test

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_5351_24_file.pdf

 

Trend

 

Un dato forse più interessante lo fornisce l’analisi del trend:

Nella settimana 14-20 Marzo la prevalenza di positivi/tamponi è passata in Italia dal 19,4% al 22,7%, con un incremento di soli 3,3 punti (La situazione sembra molto diversa se consideriamo l’incremento di valori assoluti: da 21.157 a 47.021!)

I “sani” passano dal 46% al 52% dei positivi (Campania dal 65% al 75%; Lombardia dal 44% al 49%)

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_5351_12_file.pdf

 

Letalità

 

Analizzando il Tasso di Letalità dall’inizio della pandemia (N° morti/ Positivi) San Marino presenta un dato del 9,3%, seguita dall’ Italia con 8,6% e dall’Iran con 7,3%

Il contrasto è stridente con gli altri paesi europei: Lussemburgo 1%, Svizzera 0,9%, Germania 0,25%!!; Spagna 5%, Europa senza Italia 2,4% Globale senza Italia 3,3%)

Queste differenze possono essere spiegate in parte da:

  • Il virus : che agisce in Italia si è trasformato ed è particolarmente virulento
  • -la popolazione italiana è particolarmente suscettibile a questa malattia
  • i dati forniti dall’Italia sono affetti da gravi distorsioni o comunque elaborati in maniera diversa dalla maggior parte degli altri paesi
  • Il Sistema sanitario italiano è particolarmente inadatto ad affrontare questo tipo di emergenze
  • la sequenza di provvedimenti presi per ostacolare la diffusione o la gravità della pandemia potrebbe essersi rivelata intempestiva, inefficace se non inopportuna tanto da proporsi come concausa della gravità della situazione

Qualcuno ha provato ad interpretare il dato tramite la vecchiaia della popolazione e in effetti l ’aspettativa di vita in Italia ha uno dei valori più alti al mondo.

Però non possiamo trascurare la possibile distorsione che nasce dalla misura dell’outcome, in questo caso la causa di morte

La definizione di causa di morte è uno dei problemi irrisolti dell’Epidemiologia. Un esempio banale: una persona affetta da cancro i fase terminale che contrae un’epatite virale e subito dopo muore, è morta di cancro o di epatite?

 

«causa iniziale del decesso», la malattia o il traumatismo che ha avviato il concatenamento di eventi morbosi che conduce direttamente alla morte o le circostanze dell’incidente o della violenza che hanno provocato la lesione traumatica mortale; (REGOLAMENTO (CE) N. 1338/2008 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex:32008R1338)

La scheda di morte adottata dall’ISTAT prevede la descrizione della sequenza PIU’ RILEVANTE e delle altre patologie concomitanti, ma quando si trasmettono i dati o si diffondono via media la necessità di semplificare può portare a conclusioni arbitrarie

Dipende da quello che scrive il medico certificatore che, in assenza di autopsia o di cartella clinica certificherà la patologia prevalente RICONOSCIBILE in quel momento. Anche nella scelta della sequenza più rilevante si può riscontrare arbitrarietà

L’ISS sta cercando di valutare le condizioni patologiche preesistenti nei deceduti positivi al Coronavirus

Una valutazione che potrebbe chiarire le idee è quella del RISCHO ATTRIBUIBILE %

In pratica si segue o si analizza una coorte di persone con una esposizione comune (per esempio positività al Coronavirus) e si confronta il tasso di mortalità con quello di un GRUPPO DI CONTROLLO (idealmente dei GEMELLI che non abbiano l’esposizione considerata cioè negativi al virus, in realtà una coorte di persone paragonabili per età, sesso, abitudini di vita, patologie preesistenti, etc.)

In questo caso le differenze tra i due gruppi possono ragionevolmente attribuirsi alla esposizione, quindi al virus. Non ho notizia se le Autorità italiane abbiano avviato uno studio del genere né se per esempio le autorità tedesche o svizzere adottino questo sistema prima di notificare all’OMS la morte dei positivi al Virus

Anche la qualità del sistema sanitario nazionale e/ regionale potrebbe spiegare le differenze riscontrabili

 

P.S desidero ringraziare i miei alunni dalle 3^, 4^ e 5^ socio-sanitario serale dell’Istituto de Amicis-Cattaneo di Roma che mi hanno fatto da veri e propri cacciatori di dati, di fonti e di idee